È una distesa di niente, tutte le sue risorse sono perse, irrecuperabili. Le persone, ormai schiave della tecnologia, sfuggono alla freddezza delle loro vite e delle loro condizioni tramite visori e guanti aptici. La più grande piattaforma di vita virtuale è Oasis, un mondo intero, enorme, creato da James Halliday – ricco appassionato di videogiochi vintage e degli anni ’80.
Su Oasis, le persone possono vivere come se la vita reale non esistesse, disconnettendosi solo per mangiare o dormire.
Addirittura, poiché nel mondo reale le scuole non godono di finanziamenti, gli studenti possono frequentare su Oasis. Tutto è controllato, regolarizzato.
Tutto ciò che la Terra – maltrattata e violentata dagli esseri umani – non può più dare è sostituito da Oasis. Le persone possono vivere senza guardare, intorno a sé, la tristezza di un ambiente che non può – ahimè – più dare nulla.
Wade è un nerd all’ultimo anno delle scuole superiori. Negli ultimi cinque anni ha studiato ogni informazione relativa a Halliday e agli anni ’80. Ha giocato a ogni videogioco vintage, ha guardato ogni film, ha letto ogni libro. Per lui, è molto importante vincere questa competizione, ha grandi progetti per la Terra intera. Come lui, milioni di Gunter – cacciatori in cerca dell’Egg – si preparano, diligentemente e con grande dedizione, per la sfida del secolo.
Un giorno, però, tutto cambia. Qualcuno fa un progresso nella classifica dei passi necessari per arrivare all’Egg. Wade – o meglio, il suo avatar Parzival – si muove nella scacchiera. Da ora, tutto è da vedere. È appena diventato un bersaglio.
Ci saranno scontri, combattimenti all’ultimo sangue, amicizie iniziate e amicizie finite, vite strappate, informazioni rubate. Ci sarà la paura – quella che ti assale quando non sai cosa ne sarà di te – e ci sarà l’entusiasmo – perché ogni Caccia, ogni sfida ne è condita.
Wade crescerà. Con lui, anche i suoi amici – virtuali, sempre.
Arriverà anche l’amore, un amore che però avrà il sapore dolceamaro di bugie e di ostacoli.
Cline è riuscito a creare dal nulla un mondo intero, un universo con regole proprie nel quale il lettore si può lanciare a capofitto senza perdere nemmeno una virgola. “Ready player one” ha intrigato, affascinato, rapito milioni di esseri umani. I riferimenti alla cultura degli anni ’80 (e, più in generale, alla cultura del passato intero) sono numerosi e ad ampio spettro: film, libri, videogiochi, spot televisivi, prodotti. Fantasia, amore, azione, amicizia, logica, malvagità: si trova di tutto. Dobbiamo solo metterci seduti, e giocare. Sarà un gioco lungo quasi 500 pagine, ma alla fine sentiremo di averlo trovato anche noi, l’Easter Egg di Halliday. Perlomeno un pochino.
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