A businessman displays the Facebook Inc. web page using an Apple iPad, made by Apple Inc. in this arranged photograph in London, U.K., on Thursday, Aug.19, 2010. Research In Motion Ltd. is turning to technology used in BMW audio systems and the Army’s Crusher tank as it tries to distinguish its new tablet computer from Apple Inc.’s iPad, said three people familiar with the plans. Photographer: Jason Alden/Bloomberg via Getty Images
Questo nostro mondo è veloce, anzi velocissimo. Nelle nostre menti è diventato più grande e ha subito profondi cambiamenti, mentre è rimasto lo stesso, geograficamente parlando. Ma è proprio così, oppure alcune cose sono rimaste immobili, ferme, mentre altre sono cambiate davvero?
Dal mio punto di vista, vi è una sola grande cosa che è cambiata davvero e che sta cambiando il nostro modo di pensare, di vivere, di comunicare e quindi di amare: la tecnologia.
Prendiamo i social e la possibilità di postare i propri pensieri, e in tempo quasi reale essere letti tanto da amici quanto da quasi amici, e persino da finti amici. Di fronte ad uno schermo, con una tastiera sotto le dita, oppure con semplici touch, siamo coraggiosi e vili al tempo stesso. Fintamente coraggiosi, perché non abbiamo nessuno di fronte, nessuno che ci possa imbarazzare guardandoci negli occhi. E vili, perché scriviamo cose che non diremmo mai se ci trovassimo di fronte a qualcuno. Con il desktop siamo tutti più bravi e sicuri, credendo di essere nel giusto, solo perché pensiamo sia legittimo dire sempre quello che ci viene in mente. Ma non è così, perché i nostri pensieri, benché sinceri, possono offendere la sensibilità di coloro che ci leggono. La verità può trafiggere l’anima. E poi, nessuno di noi la possiede. “La verità è sempre un incontro, mai un giudizio“: è così che titolo un paragrafo nel mio Diversamente uguali. Noi , gli altri, il mondo.
Nello stesso tempo, però, possiamo dire le cose più intime, esprimere le emozioni più recondite, senza temere il giudizio dell’altro, e senza la paura di essere giudicati negativamente. E qui, proprio in questo frangente, emerge l’aspetto positivo dei social. Dovremmo, a questo proposito, educarci ad una maggiore comprensione della interiorità altrui, di coloro che mettono a nudo se stessi protetti dal desktop.
Ecco perché oggi è necessario avere una maggiore sensibilità, gli uni verso gli altri. Ci vuole più cuore. Dobbiamo diventare tutti più madri e padri, contemporaneamente. Essere madri, per sapere accogliere, trattenere e proteggere, e padri, per saper indicare la strada giusta con fermezza, convinzione e sensibilità.
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