Immaginate di avere di fronte a voi un paniere con due mele, una pera e un’ananas. Cosa scegliete? Bene, qualsiasi scelta facciate, la farete fra le proposte del paniere, non certo in base a quello che il paniere non contiene. Cosa voglio dire? Non siamo mai completamente liberi, perché la completa libertà non esiste in questo mondo. Se esistesse, inoltre, sarebbe un dramma universale, perché non sapremmo scegliere cosa fare. Si sceglie bene e sempre quando le opzioni non sono infinite, perché l’infinito ci impaurisce. E giustamente.
È utile ricordare che festeggiare il lavoro umano significa festeggiare l’unica possibilità universale che ogni persona possiede per esistere in questa vita, perché la poesia della propria interiorità si esprime solo quando le scelte che possiamo fare e che sono nel paniere della storia rimangono a disposizione del maggior numero di persone. Poter scegliere il proprio lavoro, ossia scegliere in quale modo migliorare la propria esistenza, nel rispetto della propria intimità, è la dimensione più nobile della nostra evoluzione.
E senza questa nobiltà non esiste miglioramento umano.
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