31 anni, ex cestista, anche se il termine “cessista” a mio avviso suonava meglio, laureato in ingegneria civile, di professione quindi ingegnere (pare sia iscritto all’albo con la specializzazione in sicurezza del lavoro), viene da Vico Equense, è alto 1,90 e ugualmente a tutti gli altri prima di lui, e quelli che dopo di lui verranno, sogna di affermarsi nel mondo dello spettacolo, come se tutta la mole di belli e buoni a niente che popolano i nostri salotti televisivi davvero non bastino e avanzino a farci venire l’orticaria. In una recente intervista ha dichiarato – sono ancora incredulo – e sinceramente lo sarei anche io, poi ha aggiunto – sento tutto il peso, nel senso di onore e responsabilità, che porta questa fascia.
Alla fine, come da copione, ha ringraziato sorridente la famiglia, gli amici, l’intera organizzazione e gli sponsor. Al sorprendente identikit risponde Nicola Savarese, il neo incoronato Mister Italia 2018, apparso anche lui, da pochi giorni, sui divanetti Mediaset da Barbara D’Urso a Pomeriggio Cinque.
Riesce a spiegarmi, se non è chiederle troppo, quale peso e quale senso di onore e responsabilità porta la fascia conferitole da Adriana Volpe, Jo Squillo e la Claudio Marastoni Communication?
Il peso dell’onore lo acquisti quando fai qualcosa che ti rende degno di rispetto, e non va confuso con la gratitudine. Naturalmente siamo tutti degni di rispetto, ognuno con le proprie peculiarità, ma il concetto da lei espresso è davvero poco rispettoso, specialmente quando cerca di esprimere il peso della responsabilità in relazione ad una fascia che non ha alcun valore se non quello di designare un effimero canone estetico basato su un giudizio altrettanto effimero, alimentando lo stereotipo di una perfezione inesistente e irraggiungibile, e aggiungerei inadeguatamente rappresentabile.
Il più bello tra i belli hanno affermato. Io di belli, tra quei 29 sopravvissuti, giunti da tutta Italia al termine di un lungo percorso di oltre 400 selezioni cominciato nell’aprile scorso, in finale con lui sul palco, non ne ho trovato nessuno. Quelli che vengono definiti i più autorevoli, come in questo caso, trampolini di lancio nel mondo dello spettacolo, per gli uomini e le donne più belle d’Italia, non fanno che alimentare la crisi delle coscienze di cui siamo consapevolmente addolorati, distruggono i sogni, le speranze e nel frattempo, insieme a noi, la nostra Terra muore.
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