Siamo uniti nella gioia e divisi nel dolore. Questo pensiero diventa una continua affermazione che esterno con consapevolezza.

La mia esperienza di vita, facilitata dal percorso di studi, mi permette di affermare che ognuno di noi sente, vive e manifesta il dolore a modo suo.

Nella gioia il sorriso, con più, o meno denti, è uguale per tutti. Ridere, oltre a fare bene, apre il cuore, coinvolge gli occhi, nutre l’anima. Questo per tutti.

Se siamo felici, abbiamo voglia di condividere. La sofferenza colpisce ognuno in modo diverso. Tutti in questo secondo caso abbiamo un unico desiderio, stare da soli.

A nessuno piace stare male, eppure come già detto, questo sentimento è l’unico che ci permette di crescere.

Certo quando sei giovane, è facile trovare comprensione e sostegno da amici e parenti. Da adulto le cose non sono così semplici.

Spesso non possiamo crucciarci nelle nostre necessità.

Impegni e responsabilità rimandano l’appuntamento con noi stessi alla prossima occasione.

Perché, quando ci isoliamo, anche solo emozionalmente, ci ritroviamo a fare i conti con noi stessi. Nel caso in cui non possiamo stare da soli, come si può fare?

Istintivo è fingere. Tutto bene è la frase che si ripete.

Anche perché se provi a dire che tutto va male, nessuno ti vuole al suo fianco. Soprattutto sul lavoro. Pochi hanno la fortuna di lavorare in famiglia o con persone che ti amano.

Eppure stare nell’afflizione, ci permette di supere la disperazione e di crescere.

Siamo in continuo divenire. Lo sappiamo.

Eppure vogliamo che nulla cambi da quando eravamo felici. Pensiamo che, com’eravamo, sia il nostro obiettivo e ci ostiniamo a recuperare quel che era, senza pensare a quel che stiamo diventando.

In quei momenti, anche se siamo consapevoli che la trasformazione è inevitabile, il nuovo ci spaventa. Ci piacerebbe uno “Switch” per tramutare lo scenario.

Non esiste la possibilità, e questo ci rattrista parecchio.

Tutto quello che sentiamo in questi passaggi della vita, diventa prezioso, se riusciamo a entrare in contatto con noi nel profondo. Uno stato meditativo che ci aiuti a conoscere tutte le nostre parti.

Se la mente riesce a entrare in catarsi, le emozioni verranno a galla. Tutto il dolore della nostra vita affiorerà e se ne abbiamo paura, tutto sarà vano e il peso potrà aumentare.

Pertanto è importante accogliere tutto quel che arriva, addirittura assecondando ciò che accade. Arrivare a essere grati a chi o cosa ti tormenta perché ci sta fornendo l’opportunità di diventare grande.

Queste sono le prove che ci permettono di raffinarci e riemergere fulgidi del nostro splendore.

Michele Massimo Casula

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Michele Massimo Casula
Tags: Sofferenza

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