RECENSIONI Lucia Accoto

“La casa gialla“ di Marta Brioschi | RECENSIONE

I legami di sangue dicono tante cose anche quando scende il silenzio, quando non ci si guarda più negli occhi per parlarsi o rinfacciarsi qualcosa. I legami si possono perdere, ma non si sciolgono neanche nella memoria più fragile. Sono il richiamo all’esistenza di ognuno, alla genetica dei sentimenti, al rifiuto o all’accettazione di ciò che è sempre esistito nella vita di tutti noi. La ribellione può oscurare alcuni punti di giuntura dei legami di sangue, in fondo ognuno ne sente la mancanza e riempie il vuoto con la rabbia. L’indifferenza, invece, macera l’anima e mette sottosopra l’ordine naturale delle cose. I rapporti di famiglia non sono sempre facili e felici. Sono porcellane tenute a vista, fragili e belle insieme. Alcuni legami si frantumano per incomprensioni, altri per scelte azzardate. A parlare per tutti c’è il tormento interiore individuale che allarga di più le maglie della riconquista. Trovare un varco per riallacciare i rapporti, persi, strappati, per ritrovare qualcuno e ottenere così risposte e verità, è la strada più scomoda e tortuosa da prendere. Ma è quella giusta. L’animo si sentirà in pace, sollevato. Non sarà più soffocato dall’ansia, dai dubbi, dalle notti insonni e da quello che è stato taciuto. Parlare serve sempre. Ognuno poi deciderà se continuare a farlo o mantenere le distanze. Occorre almeno provarci. 

Nel romanzo La casa gialla di Marta Brioschi segui gli indizi per arrivare ad un legame di sangue spezzato. Una ricerca che un giovane franco-coreano ha iniziato per necessità di sapere che fine avesse fatto sua madre. Un bisogno, il suo, per ricollocarsi nella vita di tutti i giorni senza doversi accontentare del passato chiuso nel taschino della giacca. Ventinove anni di assenza ed un diario per comprendere qualcosa di quel vuoto che il protagonista, un autore di gialli, deve riempire con prove, emozioni, sentimenti, segreti e verità. Dalla Corea, alla Francia, alla Toscana in un giro di orrori, di speranze, di fratellanze ed amori, la ricerca sarà complicata. In fondo in mano il ragazzo ha veramente poco e i ricordi di lei sono la musicalità della sua voce. 

Splendida la prosa, capace di mantenere sempre alta la suspense. La scrittrice ci consegna un romanzo ricco di colpi di scena, dallo stile posato. È impossibile per il lettore staccarsi dalla storia tracciata da mani sapienti. Finisce così appresso ai personaggi ponendosi di fronte a segreti e scoperte, impaziente di scoprire tutto. Anche il respiro di quell’atmosfera che il romanzo stesso fiata sulle pagine.      

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.

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