RECENSIONI Lucia Accoto

“Un sogno (quasi) reale” di Simone Ceccarelli | RECENSIONE

Il silenzio richiama i pensieri. Nel buio, poi, ne riconosci i nomi. Hanno tante facce e ti illudi di consegnare ad ognuna di esse quella verità che ti sfugge tra le mani. La lingua resta muta, senza voce. La mente, invece, è un bisbiglio continuo di preoccupazioni, di dubbi. Preghi o parli con te stesso perché il buio si è preso la tua anima. Ti incupisci, ti arrabbi, diventi un pirata nel pieno di scorribande e di grida unite a terrore. Entri in un cerchio di fuoco, ti agiti per dare un ordine al terremoto che si scatena in testa. Trovi scampo nella scrittura. Scrivere è una buona via d’uscita. È salvifico. Scivoli in un vagabondaggio emotivo che ti protegge. I pensieri intrisi di confusione, di ossessione, rappezzati dalla lava dei ragionamenti diventano miele. Si fanno parole, rivelazione. Allora, ti rendi conto che la fuliggine non incontra più gli occhi, che la mente è pulita. Continuerai ad avere paura, a credere nelle varianti della vita, a preoccuparti dell’incertezza, ma scoprirai il luccichio negli occhi. Sai che ti sei spinto dove prima non pensavi di arrivare, nell’ordine delle parole che si fanno galassie di suoni e giacigli di serenità. I tormenti sono dietro l’angolo, ti inchiodano all’insonnia, girano il chiavistello dell’agitazione per agganciare la mente al castigo del vuoto. Scrivi. Il peggio che ti potrebbe capitare sono le bocche di chi non conosce crianza. Tu, sarai la pazzia sui fogli per diventare sentimento, terra dopo la pioggia.

In Un sogno (quasi) reale di Simone Ceccarelli finisci nei pensieri del protagonista, l’autore stesso. Una mente la sua che macina riflessioni, ragionamenti, che si affatica sotto il peso dei pensieri. Che ha anche paura del vuoto e dell’aggressione di problemi. In un marasma del genere la scrittura è un punto di forza e di ripartenza. È un appiglio, inoltre, per riuscire ad osservare meglio la realtà, per non allontanarsi dai fatti, dalla quotidianità. Lo scrittore trova lo slancio per un’esistenza nuova anche dagli spunti che l’ascolto di alcuni personaggi dalla vivace personalità che gli offrono. Si guarda anche dentro, nell’intimo, per capire meglio alcune cose che gli sfuggivano o che non comprendeva appieno.

Intimistico lo stile narrativo. Lucide le riflessioni dell’autore, originali alcuni passaggi. Il lettore si imbatte spesso in lunghi periodi di un breve racconto.            

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.

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