RECENSIONI Lucia Accoto

“Il cuore non ha le rughe” di Ferri Spandri | RECENSIONE

L’amore ci conquista. A volte, ci travolge nascondendo bene le sue insidie. Infiammati dall’amore calpestiamo quei segnali che sembrano ingannare l’essenza del sentimento stesso. Ci ammorbidiamo dinanzi all’amore diventando pazzi di beatitudine e ciechi di verità. Eh si. Portiamo il paraocchi presi e coccolati dalla gioia e per questo non vediamo bene le cose, le persone, per quello che sono veramente. Intanto, la deformazione di ciò che abbiamo tagliato fuori, come impossibile, continua a generare cattiveria. In silenzio crescono quell’astio, quella rabbia, che hanno origini banali, segrete ed addirittura ancestrali. Arriva il momento in cui tutto scoppia e ciò che era tenuto velato si mostra nella sua pienezza. E fa paura. Hai sacrificato te stessa, i tuoi sogni, il tuo tempo, la bellezza dell’idea che avevi dell’amore. Pensavi che potesse essere meraviglioso, invece con l’uomo sbagliato hai visto l’orrore, l’umiliazione, le botte. Quel germoglio, ignorato per troppa felicità o per difetto di speranza, crea violenza. Quando ce ne rendiamo conto è tardi, abbiamo già sentito la forza delle mani addosso, del fiato avvelenato dalla stizza, che ci vogliono a terra. Succubi, indifese, tremanti. Questo non è amore. La padronanza di un uomo su una donna li spoglia della dignità di esseriumani. Diventano mostri.

In Il cuore non ha le rughe di Ferri Spandri diventi notte. Il buio elimina la durezza dei contorni violenti. Cerchi il pianto. Le lacrime, in verità arrivano da soleperché riconosci di non avere più difese. Lotti, la protagonista, si abbandona all’amore che quando si palesa in modo bastardo conquista di più. Cade così tra le braccia di un uomo che chiamarlo tale è una gentilezza di troppo. Scoprirà con il tempo di che pasta è fatto, i segni sulla pelle e quelli nascosti nell’anima le ricorderanno in che mani è andata a finire. La geografia delle violenze sul suo corpo la porteranno ad armarsi di coraggio per ricostruire se stessa e una nuova vita.

Semplice lo stile narrativo. Granitica la storia. Il racconto non ha contorni, ambientazioni, è crudo come ciò che ha patito e subito la protagonista.

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.

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Lucia Accoto
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