RECENSIONI Lucia Accoto

“La creata Antonia” di Silvana la Spina | RECENSIONE

Fa paura essere disgraziati. Il tanfo di una vita marcia si attacca alla pelle. Non avere nulla ed essere rifiutati come scarti porta a desiderare quello che, forse, non si potrà mai avere. Sognarlo è un conto, ottenerlo è un altro di tutt’altra natura. Abbassare la testa, temendo sempre di essere dalla parte del torto perché i disgraziati non hanno fortuna, non ti salva da un presente vigliacco. I giorni sono tutti uguali, nella mente però può cambiare ogni cosa. Il riscatto di una libertà mai assaggiata di decidere per conto proprio su se stessi e non quello che la vita stessa ti para innanzi senza requisitoria alcuna fa diventare impavidi. Non occorre essere letterati, uomini di scienze, per comprendere che c’è qualcosa che va oltre la misera quotidianità fatta di stenti. La libertà di pensiero, di credere di essere tutti uguali anche se diversi. Puoi ricevere occhiate sapienti da chi non mette insieme neanche due parole in croce innalzato com’è dalla sua posizione sociale o economica. Avere fama di ingegno quando altri hanno fame di vita non porta a nulla se a cadere sono sempre i soliti e le perdite di umanità sono tante. Puoi tremare e frenare lo spavento quando ti fanno sudare sette camicie senza avere rispetto e vergogna. Tu sai che bisogna fare buona faccia a cattivo gioco e che se non hai la volontà di cambiare resterai sempre pecora. 

In La creata Antonia di Silvana La Spina entri nei palazzi che contano e nell’ombra di un convento che ha molte cosa da nascondere. È il 1794, a Catania una trovatella, Antonia, di tredici anni assiste al misterioso assassinio di una monaca squartata a colpi di candeliere. È dicembre, la notte di Santa Lucia quando la vita di Antonia viene stravolta. Prima affittata ad un violento massaro, poi fuggita con una compagnia di attori vagantie infine serva di una delle più potenti famiglie catanesi, la ragazza comprenderà che ogni cosa ha un senso e che se sei finito più in fondo degli altri tocca trovare le armi per uscirne solidi. La cultura e il senso di libertà e di uguaglianza fanno la differenza.

Bellissimo il romanzo. La prosa è viva, vivace. La narrazione ha carattere. La scrittura è serrata, dolorosa, marchiata da dialettismi più che pertinenti che non potrebbero prendere il posto dell’italiano perché rovinerebbero lo stile. La bravura della scrittrice è travolgente.  

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.

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Lucia Accoto
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