RECENSIONI Lucia Accoto

“Il pane di ieri” di Enzo Bianchi | RECENSIONE

Pane al pane e vino al vino, le cose vanno dette così per quello che sono. Quelle semplici, poi, non hanno bisogno di elucubrazioni contorte per essere comprese. Sono chiare, vivadio. Complicare i concetti lineari è un’assurdità pazzesca, solo quando si vuol fare i fighetti del pensiero insolito ci si gira attorno facendo perdere smalto ad un’idea palese. Ricordare l’esistenza di ieri, di un passato fatto di poche cose e molte speranze, di una vita scandita da ciò che la terra dava e toglieva, è una pennellata che profuma di sincerità. I colori sono sempre gli stessi, hanno quella vivacità che l’anima riesce a dare quando sono a tinte scure. È in campagna ed a tavola che si accende l’arcobaleno nella festa di sapori e di convivialità, anche se si è solo in famiglia. Prima si era più genuini, persino nelle ambizioni. Ci si accontentava di poco e si gioiva per ancora meno, grande era però il rispetto che si portava, soprattutto ai padri. Le regole, silenziate dagli sguardi, orchestravano in casa un ordine per una quotidianità accettabile pur nella sua durezza di sacrifici e di stenti. Le iperboli dei sogni si lasciavano al delirio della notte, quando si mette in piedi la danza dei desideri e delle conquiste. Di giorno, invece, era un pane al pane e vino al vino.   

In Il pane di ieri di Enzo Bianchi torni indietro, fai un cammino nella terra, nella vecchiaia e nelle stagioni dei ricordi dell’autore. Vita semplice, dettami importanti, parole precise e sogni fieri. L’esempio era la lezione di vita da imparare e tramandare, ci si guardava e ci si capiva. All’istante. Spostare una sedia per accogliere qualcuno a tavola era una creanza anche quando si aveva poco e niente. La campagna, l’orto, offrivano sempre qualcosa. Forse non troppo per le famiglie numerose, ma l’estro delle mamme era fondamentale per sbrogliare la matassa della miseria in un’epoca in cui quasi tutti vivevano la stessa sorte.

Il libro è interessante. È un tuffo nel passato, condito da storie di un tempo oggi inesistente. La narrazione è frizzante, ricca di aneddoti curiosi o figli della saggezza popolare tramandata dai padri ai figli. Lo stile è accattivante nella sua semplicità e il libro piace anche per questo.  

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.

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