RECENSIONI Lucia Accoto

“La scrittrice obesa” di Marisa Salabelle | RECENSIONE

La frustrazione della dimenticanza fa scuro ovunque. Per uno scrittore, poi, è un tarlo che gli fa perdere l’appetito per la vita. Si nutre di parole, di storie, di ossessione nel riuscire a pubblicare con un editore importante o con un altro al di sotto del primo. La speranza è sempre l’ultimaa morire, certo. Ma non basta. Bisogna essere bravi, scrivere bene, avere stile, lasciare una storia efficace. Non è sufficiente neanche questo. Neppure la tenacia e la troppa sicurezza di sé, salvano. L’editoria è un mondo chiuso, aperto ai lettori, ma chiuso per la marea di aspiranti scrittori che vorrebbero farne parte. Non tutto ciò che viene pubblicato è accettabile. Di libri mediocri, pessimi, mal riusciti, ce ne sono, sia chiaro. E la frustrazione aumenta dinanzi a situazioni del genere. Il talento di un autore, se c’è, sarà riconosciuto. Non sarà immediato, farà dei larghi giri prima di conoscere il successo o la popolarità. L’editoria ha i suoi tempi e ha la sua modalità di scelta. Il sistema è uguale per tutte le case editrici, possono cambiare alcune dinamiche, ma generalmente seguono tutte lo stesso schema. Non è facile accettare i rifiuti oppure i silenzi di un editore. Sapersi capaci, bravi, senza esserlo davvero è un errore che lo scrittore non considera minimamente. Chi perde il proprio senso critico e chi non l’ha mai avuto resta ancorato alla propria arroganza pensandosi necessario per la letteratura. Vive per la scrittura isolandosi nelle storie tatuate su carta.

In La scrittrice obesa di Marisa Salabelle entri nella vita di Susanna Rosso, una donna sola. Ha sue passioni: la scrittura e il cibo. Susanna è molto scontrosa, esce pochissimo da casa, ha lavori precari e scrive improbabili romanzi. Il suo appartamento è una discarica di rifiuti e sporcizia, non si preoccupa della cura della casa e della propria persona. Non riesce a pubblicare con nessun editore e vince premi sconosciuti di quart’ordine.

Il romanzo è una montagna russa di speranza, di ostinazione, di convincimenti e di dolore. La storia è convincente perché rispecchia l’ansia di molti autori nel pensarsi grandi scrittori. La scrittura è fluida, ma manca di spinta.  

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.

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Lucia Accoto
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