RECENSIONI Lucia Accoto

“La laguna del disincanto” di Massimiliano Scudeletti | RECENSIONE

Impossibile. Alcune storie sono impossibili da accettare e da comprendere. Hanno dentro una crudeltà agghiacciante, inaudita, che ti chiedi come sia possibile una cosa del genere. Il male non conosce limiti. Esercitarlo, poi, su persone indifese, fragili, sui minori, è ancora più raccapricciante. I bambini si raggirano con la dolcezza, con le parole dai toni suadenti, con il gioco. Sono in molti a cadere nella rete dei cattivi, ma non è detto che non abbiano paura. Forse, ne hanno di più in quanto avvertono il pericolo nascosto nei sorrisi troppo compiacenti. A volte, non lo danno a vedere per evitare di finire ancora più malamente nelle loro grinfie. Spesso si chiudono in un mutismo stoico, diventano agitati, sofferenti, cupi, tristi. Cambiano comportamento lanciando degli inequivocabili segnali di aiuto. Sanno anche che ogni passo sconveniente e ogni parola fuori posto potrebbero metterli in ulteriore grave pericolo. Gli esseri malvagi annusano la paura delle prede che circuiscono mettendo a nudo i loro punti deboli. Si impossessano della loro bellezza ed innocenza. 

In La laguna del disincanto di Massimiliano Scudeletti conosci una storia inquietante. Alessandro Onofri, reporter di guerra, si addentra in una scuola dove succedono delle cose agghiaccianti. Una sua amica è disperata: i due figli hanno cambiato atteggiamento. Il più grande sembra un secondino crudele con il più piccolo. La donna mostra all’amico il filmato del primogenito che terrorizza il fratellino mimando una lezione di scuola dagli orrendi rituali. Onofri scoprirà che nella stessa scuola altri bambini hanno gli stessi gravi traumi, alcuni addirittura hanno abbandonato l’istituto. I bambini sono vittime di insegnanti malati, crudeli, pervertiti. Esiste una mafia internazionale che vende immagini pedopornografiche oppure si nasconde qualcosa di più tremendo? 

Il romanzo è crudo per il tema trattato. Alcuni passaggi sono talmente raccapriccianti che al lettore monta la rabbia mista a inquietudine. “Non è possibile” si ripete ad ogni atto di forza, di abuso, di prevaricazione, di paura. E sale anche la nausea per la malvagità di alcuni protagonisti. La forza della scrittura è indiscutibile.      

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.

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