I sacrifici portano sempre qualcosa di buono. Magari i loro frutti non si vedranno all’istante, ma arriveranno. Tempo al tempo, ogni cosa a suo tempo. Un’ottima semina, nelle migliori condizioni possibili, consegnerà gli obiettivi sperati nella loro duratura sostanza. Certo, le avversità sono imprevedibili e anche ingovernabili. Le idee sul da farsi devono essere chiare, precise. Navigare a vista sarebbe sconveniente e improduttivo. Si può migliorare o smussare la linea generale, ma comunque bisogna crederci. Sempre. Poi, tutto si affronta persino il dolore più grande. Senza la determinazione si fa poca strada, si arriva ad un certo punto e ci si ferma, poco convinti o piuttosto pigri del progetto da portare avanti. Ecco allora, i sacrifici intesi come un punto di partenza per realizzare ciò che si desidera. A volte, è da una sconfitta, vissuta come un fallimento personale, che ci si rimbocca le maniche. Gli esiti si conosceranno lungo un percorso fatto di ostacoli, di rischi, di sfide, di scoramento. Mai mollare quando in ballo c’è la speranza di un cambiamento significativo per sè, per la propria famiglia e per la società, anche di quella a venire. Tutto sarà vissuto come una sorta di ricompensa per i sacrifici fatti, patiti, sopportati.
In Due vite una ricompensa di Stefano Ferri siamo nell’Anno Mille. In un feudo del Regno di Lombardia, Guglielmo, un contadino, affronta l’improvvisa e grave malattia della moglie Rosa. L’uomo sacrifica tutto il raccolto per farla guarire, non si rassegna a perderla. Mentre porta la consorte allo Spedale di Milano, si inventa un modo per sfamare i suoi bambini: un piatto sconosciuto, insaporito con il contenuto dell’osso grande del bue. E’ la stessa pietanza che ritroviamo secoli dopo nella Milano di San Carlo Borromeo, tinta di giallo zafferano da un pittore del cantiere del Duomo e che dopo la peste del 1576-77 lascerà una traccia perenne nei miti e nei riti dell’amore.
Il romanzo ha una forte liena che sfocia nella scoperta, nei colpi di scena, nell’essenza vera che qualsiasi romanzo, scritto bene, dovrebbe avere. La scrittura è pacata, decisa, sentita.
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