RECENSIONI Lucia Accoto

“Il vampiro di Vanchiglia” di Donato Sergi | RECENSIONE

La superficialità è inaffidabile. Guasta la facciata e l’essenza della realtà. E’ una trappola che scatta per allontanare coloro che vogliono andare a fondo nelle questioni, specie quelle più complicate e in apparenza scontate. La superficialità racconta una storia sua. Nella sostanza, quella che intende far passare per l’unica possibile chi ha qualcosa da nascondere e, peggio, chi è impreparato a vedere le cose come stanno e come sono per davvero. L’imperizia e l’incapacità professionale sono un guaio serio. In un attimo si possono perdere prove, indizi e mandare in malora un’inchiesta. Quando poi scatta il depistaggio voluto oppure indotto da quell’incipienza atavica si arriva a commettere errori su errori. In un’indagine è così che si arriva allo stallo. Cercare la verità non è una cosa da poco. Non bisogna solo trovare, ma soprattutto ragionare su ciò che si ha a disposizione e su quello che è necessario individuare senza lasciarsi ingannare dal fuorviante fumo del tranello. 

In Il vampiro di Vanchiglia di Donato Sergi hai a che fare con un’indagine particolare. Torino, 1884. Achille Sacchi, giovane giornalista, deve scrivere un articolo sulla figura di Giuseppe Turàt, un accademico le cui teorie sul crimine destano scalpore. Il quartiere di Vanchiglia è teatro di un tremendo delitto. La vittima è una bambina, segnata da tagli, da morsi e da due strani fori sul collo. I cittadini cadono nella paura del vampiro che compie altri omicidi e nefandezze, dovute ad una depravazione feroce, sulle piccole vittime. Quando tutto sembra perdersi nel nulla, Turàt risolve il caso. E Sacchi scriverà ogni cosa nel dettaglio affinchè non venga insabbiata dalla superficialità e dall’inganno.

Il romanzo è una corsa sulle montagne russe tra suspense e curiosità, entrambe crescono catturando il lettore. La narrazione non solo è un giallo, ma è soprattutto la conoscenza dell’attività investigativa come documento su come la forte perizia intellettuale, professionale e umana, sia centrale nella risoluzione di un crimine. La scrittura è unica, curata. Parla la lingua di quel tempo con l’affaccio su l’eleganza di stile.    

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.

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