Site icon MSocial.it – www.msocial.it

Ponte sullo Stretto di Messina: il quartiere Contesse si ribella!

Per tantissimi anni si è parlato del “Ponte sullo Stretto di Messina” che unisce Sicilia e Calabria. Innumerevoli sono stati i progetti nel corso degli anni, esposti in fiera. Diverse sono state le raccolte firme per il “No Ponte” che invece bocciavano l’idea di questo ipotetico Ponte che ad alcuni, anche solo parlandone,  ricorda un po’ quello di Brooklyn.

Ebbene, il progetto è passato. Tra i mesi di agosto  e settembre ci sarà il “via” ai lavori per rendere la Sicilia, regione a statuto speciale, caratterizzata dal turismo per la bellezza che propone la sua Terra  e dalla scarsità di lavoro, finalmente “unita” al resto dello stivale.
Ma cosa c’è dietro tutto ciò?
Un business di politica e di soldi sicuramente, voluto fortemente da Salvini, ma come la pensano le persone del posto? Quali danni subirà l’intera città di Messina?
Si parla di danni, perché contrariamente a quanto si vuol far passare, il progetto del ponte non  creerà “tanti posti di lavoro”, con ristoranti e ferrovia annessi, ma esso cela tantissimi disagi ai messinesi, molti dei quali vedranno rase al suolo le proprie abitazioni per la costruzione di  linee ferroviarie  che  vedranno luce sul ponte stesso. Si tratta di palazzi di sei piani, con circa 40 famiglie all’interno di essi.
Maggiormente colpito dal progetto del Ponte è il quartiere messinese di Contesse, in cui verranno abbattute circa 18 palazzine. Così la gente, soprattutto quella anziana, si troverà obbligatoriamente  senza un tetto, e dovra’ iniziare tutto da capo. Gente che vive nella propria casa per più di 50 anni, dovrà  affrontare un trasloco e trovare ogni tipo di risorsa per andare avanti. Oppure, persone che invece hanno appena acquistato la propria abitazione e si ritrovano con un mutuo ingente da affrontare, che avranno giusto un “contentino” per lasciare la propria casa, e trovarne un’altra. I messinesi infatti, hanno organizzato anche una raccolta firme per salvare il quartiere di Contesse. Perché non attuare il progetto del Ponte in una località in cui non ci sono abitazioni, senza la necessità di buttare giù dei palazzi e ricostruirne nuovi in altre zone? C’è anche la questione “baraccopoli” a Messina sud da affrontare, ma è passata in secondo piano. Sono tutte situazioni reali di cui non si parla, perché a volte la realtà, non fa notizia.
E’ più comodo parlare di Ponte. Ma il ponte dovrebbe unire, non dividere.  È veramente così necessario costruirlo? 

 

Exit mobile version