RECENSIONI Lucia Accoto

“Le Marlboro di Sarajevo” di Miljenko JergoviƇ | RECENSIONE

Le storie, quelle più crudeli, sono devastanti. Si nutrono di indifferenza e pure di ferocia. Con il tempo, poi, tutto si polverizza nella normalità. Fino a quando non c’è lo scatto di rivolta socio-culturale, le situazioni, anche quelle più brutte, si acquietano nel silenzio fino a cancellarle dalla memoria. Eppure, stanno lì. Restano in vista anche per gli occhi che vorrebbero indirizzare lo sguardo altrove evitando di spartire il dolore con tutti. Le ferite di un Paese sono molto chiare quando la guerra bombarda e crivella case e uomini, sogni e futuro. Imprimi la violenza nei dettagli, in quei pezzi di storie strappate definitivamente al domani. Anche se riesci a sopravvivere rimani segnato nel sonno di notte e nel vuoto di giorno. Un urlo straziante resta sigillato in gola. Nessuno può sentirti, non hai fiatato. Hai rivolto gli occhi al cielo in una disperata preghiera, li abbassi subito dopo in segno di sconfitta. Non solo la tua, ma riguarda tutti, specie chi si gira dall’altra parte pensando che non gli appartenga.

In Le Marlboro di Sarajevo di Miljenko JergoviƇ ti addentri in una serie di racconti in cui la violenza della guerra rivela la sua crudeltà a cui segue, dopo un po’, l’indifferenza grottesca. Elena approda a Sarajevo come una giovane e ambiziosa signorina zagabrese, decisa a intraprendere quegli studi che le scuole della sua città non le offrivano. All’inizio la irritavano i tramvieri, quelli che urlavano e facevano scherzi di cattivo gusto e la infastidivano anche i profumi troppo intensi. Sarajevo era una città che non pretendeva cambiamenti, che tollerava persino il disprezzo. E così, Elena si abituò. Il fatto che gente così diversa vivesse nello stesso posto senza sentire la differenza come un peso, con il tempo portò anche il piacere e la leggerezza.

Il libro, scritto mentre la guerra devastava la città di Sarajevo, racconta le storie di alcuni assediati. Lo scrittore le narra con i loro occhi legando, in questo modo, le schegge di vita. Il risultato è un racconto corale. 

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.

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