Dopo anni di televisione, imitazioni e comicità travolgente, Valeria Graci torna sul palco con uno spettacolo tutto suo: “Volevo essere io – Tratto da una storia vera… la mia”, un monologo ironico, autoironico e sorprendentemente intimo che segna il suo ritorno in teatro.
Prodotto da Vera Produzione e diretto da Francesca Zanni, lo spettacolo debutterà il 6 dicembre al Teatro Villoresi di Monza, per poi toccare Bologna (12 febbraio, Teatro Dehon), Milano (15 marzo, Teatro Manzoni), Torino (18 marzo, Teatro Gioiello), Livorno (22 aprile, Teatro 4 Mori) e Firenze (23 aprile, Teatro Puccini).
Altre date verranno annunciate prossimamente, a conferma di un progetto che sta già raccogliendo grande curiosità e attesa.
Nel suo nuovo spettacolo, Valeria Graci mette da parte i personaggi e si racconta in prima persona.
“Volevo essere io” è infatti un viaggio tra le fasi della sua vita — l’infanzia negli anni ’80, l’adolescenza tra sogni e mode colorate dei ’90, l’età adulta con le sue conquiste e le sue ferite — per arrivare a una consapevolezza profonda: la libertà di essere sé stessi, anche con le proprie fragilità.
Con la sua inconfondibile ironia e un’energia capace di trasformare ogni aneddoto in teatro, Valeria alterna momenti comici a riflessioni più intime, parlando di crescita, autostima, ruoli imposti e aspettative.
È uno spettacolo che fa ridere e commuove allo stesso tempo, perché in quella frase – “Volevo essere io” – c’è il desiderio universale di chi, a un certo punto della vita, smette di voler piacere a tutti e sceglie finalmente di piacersi davvero.
Sul palco, Valeria Graci non interpreta un personaggio: interpreta se stessa.
E in questo c’è tutta la forza del suo racconto. Attraverso ricordi, canzoni, sketch e riflessioni, l’attrice invita il pubblico a riconoscersi nelle sue parole, trasformando la confessione in condivisione.
C’è la bambina cresciuta a cartoni animati e pubblicità patinate, la ragazza degli anni ’90 che cerca il proprio posto nel mondo, e infine la donna che impara – con fatica e leggerezza – a togliersi le maschere.
“È uno spettacolo che abbraccia il pubblico”, racconta Valeria, “perché parla di un percorso che abbiamo fatto tutti: quello di provare ad essere perfetti, e poi capire che la perfezione non è la felicità. La felicità è la verità.”
Con “Volevo essere io”, Valeria Graci firma il suo ritorno sulle scene teatrali con un progetto che le somiglia profondamente: autentico, diretto, pieno di cuore e ironia.
È la storia di una donna che ha attraversato la vita pubblica con il sorriso, ma che ora sceglie di raccontarsi senza filtri, ricordando che la comicità può essere anche uno strumento di verità e rinascita.
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