In occasione della Giornata Mondiale dell’Alfabetizzazione dell’8 settembre 2026, i dati raccontano una situazione preoccupante per l’Italia: quasi 4 adulti su 10 non raggiungono il livello minimo di competenza alfabetica.
Secondo i dati OCSE riportati in Education at a Glance 2025, il 37% degli adulti italiani tra i 25 e i 64 anni si colloca al di sotto del livello minimo di competenza alfabetica, contro una media OCSE del 27%.
Un divario che, secondo le evidenze richiamate da Fondazione Cariplo, non nasce necessariamente tra i banchi di scuola, ma può iniziare molto prima, già nei primi mesi di vita, attraverso l’esposizione al linguaggio, alle storie e alla lettura.
Le competenze alfabetiche si sviluppano lungo tutto l’arco della vita, ma i primi anni rappresentano una fase fondamentale per la crescita linguistica e cognitiva.
I dati del sistema di sorveglianza 0-2 anni dell’Istituto Superiore di Sanità, relativi all’indagine 2025, evidenziano quanto l’accesso precoce alla lettura sia ancora disomogeneo.
Nella fascia tra 2 e 5 mesi, il 53,3% dei bambini non è stato esposto alla lettura ad alta voce nella settimana precedente l’intervista.
Le differenze territoriali sono particolarmente significative: la percentuale di bambini non esposti alla lettura varia dal 33,7% del Friuli-Venezia Giulia al 68,2% della Sicilia.
Con la crescita la situazione migliora. Nella fascia 11-15 mesi, infatti, il 68,3% dei bambini risulta esposto ai libri. Tuttavia, il recupero è lento.
Rispetto al 2022, nella fascia 2-5 mesi i bambini esposti alla lettura sono passati dal 41,7% al 46,7%.
La lettura precoce non riguarda soltanto l’apprendimento della capacità di leggere e scrivere. L’esposizione alle parole, alle storie e al linguaggio contribuisce alla costruzione delle competenze linguistiche e cognitive del bambino.
È anche per questo che programmi promossi da pediatri, bibliotecari e realtà impegnate nella promozione della lettura puntano sulla lettura ad alta voce fin dai primi mesi di vita.
La questione, quindi, non riguarda esclusivamente la scuola: per ridurre le disuguaglianze educative è necessario intervenire anche negli ambienti frequentati dai bambini nella fascia 0-3 anni, a partire dalla famiglia e dagli asili nido.
Un’altra questione riguarda proprio l’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia.
Una ricerca dell’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, realizzata nell’ambito della Sfida di Mandato “Anita. L’infanzia prima” per Fondazione Cariplo, evidenzia che il 92% delle famiglie considera essenziali i servizi educativi 0-3 anni, ma 4 famiglie su 10 non li hanno mai utilizzati.
Le motivazioni cambiano anche in base al territorio.
Nelle province limitrofe, il principale ostacolo indicato è l’indisponibilità del servizio, segnalata dal 32,3% delle famiglie che non hanno mai iscritto i figli a un nido.
Nel territorio di riferimento di Fondazione Cariplo — Lombardia, Novara e Verbano-Cusio-Ossola — pesa invece maggiormente il costo, indicato dal 24,5% delle famiglie.
Il tema dell’accessibilità riguarda anche i luoghi della cultura.
Una seconda indagine, condotta da Fondazione Santagata e Associazione Abbonamento Musei su 300 musei del territorio di riferimento di Fondazione Cariplo, con 255 strutture rispondenti, mostra che il 60% presenta un livello di accessibilità scarso per la fascia 0-6 anni.
Il 40% dei musei non dispone di spazi progettati per i bambini piccoli all’interno del percorso espositivo, mentre il 48% non offre servizi accessori dedicati.
Anche elementi apparentemente semplici possono fare la differenza: il fasciatoio è presente soltanto nel 46% dei musei, mentre un’area per i passeggini è disponibile nel 34%.
Soltanto il 9% dei musei analizzati risulta pienamente attrezzato per accogliere i bambini più piccoli.
Proprio per affrontare queste criticità, Fondazione Cariplo, attraverso la Sfida di Mandato “Anita. L’infanzia prima”, sostiene l’ingresso degli asili nido in #ioleggoperché, l’iniziativa nazionale dell’Associazione Italiana Editori dedicata alla promozione della lettura e alla crescita delle biblioteche scolastiche.
L’iniziativa nasce dall’esperienza di #ioleggoperchéLAB-NIDI, sperimentata per quattro anni nel territorio di riferimento della Fondazione.
Ora questa esperienza viene estesa a livello nazionale: per la prima volta tutti gli asili nido italiani possono partecipare a #ioleggoperché.
L’obiettivo è rafforzare la presenza dei libri nei servizi educativi per la fascia 0-3 anni e creare biblioteche educative accessibili e integrate nella quotidianità dei bambini.
L’integrazione degli asili nido nell’iniziativa consente alle strutture di:
La campagna nazionale di donazione dei libri è prevista dal 7 al 15 novembre 2026.
Gli asili nido potranno iscriversi attraverso la piattaforma ufficiale dell’iniziativa e gemellarsi con un massimo di cinque librerie.
La Giornata Mondiale dell’Alfabetizzazione 2026 diventa così un’occasione per riportare l’attenzione non soltanto sui livelli di alfabetizzazione degli adulti, ma anche sulle condizioni che contribuiscono a costruire le competenze linguistiche e cognitive fin dalla prima infanzia.
Il dato del 37% degli adulti italiani sotto il livello minimo di competenza alfabetica evidenzia una difficoltà strutturale. La promozione della lettura nei primi anni di vita rappresenta uno degli strumenti attraverso cui intervenire precocemente, creando ambienti più ricchi di parole, storie e libri.
L’apertura di #ioleggoperché agli asili nido italiani punta proprio in questa direzione: portare più libri nei luoghi frequentati dai bambini e rendere la lettura una pratica quotidiana fin dai primi anni di vita.
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