Dopo oltre vent’anni di carriera, dal successo di Sanremo alle esperienze con Le Deva e ai concerti con Vasco Rossi, Laura Bono torna alla dimensione solista con “Luna Park”, il nuovo singolo pubblicato da Orangle Records. Un brano rock che racconta una relazione arrivata a un bivio: scendere dalla giostra o provare a fare ancora un giro.
Ci sono canzoni che raccontano la fine di un amore e altre che, proprio quando tutto sembra essersi fermato, provano a capire se esista ancora uno spazio per ricominciare. “Luna Park” di Laura Bono appartiene alla seconda categoria.
Il nuovo singolo, pubblicato da Orangle Records, riporta al centro una delle voci più riconoscibili del pop-rock italiano e inaugura un nuovo capitolo del percorso solista dell’artista varesina, a oltre vent’anni dall’esordio che l’ha portata alla ribalta con “Non credo nei miracoli”.
Era il 2005 quando Laura Bono, allora ventiseienne, conquistava il grande pubblico vincendo la categoria Giovani del Festival di Sanremo con “Non credo nei miracoli”.
Il brano le permette di ottenere il quinto posto nella classifica generale del Festival e, nello stesso anno, arriva anche l’album d’esordio pubblicato da EMI.
Un percorso che supera presto i confini italiani: l’album ottiene infatti un importante riscontro in Finlandia, mentre la sua presenza sul palco dell’Ariston attira anche l’attenzione di Vasco Rossi, che la sceglie come opening act per alcune date del suo tour negli stadi.
Da quel momento la carriera di Laura Bono attraversa più di due decenni di musica, concerti, televisione, dischi e collaborazioni.
Oggi Laura Bono torna con “Luna Park”, un brano nel quale il rock torna a essere protagonista.
Chitarre, energia e una voce capace di graffiare accompagnano una storia sentimentale fatta di distanza, incomprensioni e possibilità ancora da esplorare.
Il punto di partenza è una frase che molte coppie hanno pronunciato almeno una volta:
«Noi non faremo come gli altri».
È la sicurezza degli inizi, quando una relazione sembra immune dalle difficoltà che hanno messo alla prova le coppie che l’hanno preceduta. Poi arrivano il tempo, le abitudini, le incomprensioni e le parole non dette.
Fino alla domanda:
«Ma poi cosa è successo?»
Nel testo di “Luna Park”, Laura Bono racconta una coppia che nel tempo sembra essersi allontanata senza necessariamente arrivare a un momento preciso di rottura.
Non c’è per forza un singolo episodio capace di spiegare tutto. Ci sono piuttosto discussioni rimandate, comunicazioni mancate, stanchezza e difese che diventano progressivamente più alte.
La cantautrice sceglie di rappresentare i due protagonisti attraverso la metafora di due tartarughe, entrambe chiuse nel proprio guscio.
È proprio qui che entra in gioco il Luna Park del titolo.
La giostra diventa l’immagine di una relazione che potrebbe avere ancora un giro da fare. Un’altra corsa prima di decidere se sia davvero arrivato il momento di scendere.
Il Luna Park, con le sue luci e il movimento continuo, contrasta con una relazione apparentemente ferma.
La musica corre, mentre la coppia è bloccata in una fase di stallo.
E il rock di Laura Bono diventa la spinta di chi non ha ancora smesso di credere che valga la pena tentare un’ultima volta.
Poi arriva una domanda semplice:
«Ti va di ballare?»
Una frase che richiama la spontaneità dei primi momenti di una relazione, ma che nel presente assume un significato diverso. È il tentativo di capire se quella complicità esista ancora, se sia possibile abbassare le difese e tornare, almeno per un momento, a guardarsi come un tempo.
Laura Bono non offre una risposta definitiva.
Non stabilisce se i protagonisti debbano restare insieme oppure separarsi. Lascia la storia aperta, proprio come accade nelle relazioni reali.
“Luna Park” arriva dopo “Buona Non Buonanotte”, brano pubblicato nel 2025 nel quale Laura Bono aveva già affrontato il tema dei ricordi sentimentali e delle relazioni capaci di lasciare tracce anche a distanza di tempo.
Con il nuovo singolo, però, il punto di vista cambia.
Questa volta la storia non è ancora diventata un ricordo.
La relazione è ancora in corso e i protagonisti hanno davanti a sé una scelta: lasciarsi alle spalle quello che sono stati oppure provare a recuperare qualcosa di quella complicità.
È questa incertezza a rendere “Luna Park” un brano profondamente umano.
Il ritorno solista di Laura Bono arriva dopo una fase importante della sua carriera.
Nel 2017 la cantautrice è entrata nel gruppo Le Deva, insieme a Verdiana Zangaro, Greta Manuzi e Roberta Pompa. Un’esperienza che le ha permesso di condividere palco, responsabilità e percorso artistico con altre tre interpreti.
Con Le Deva ha pubblicato l’album “4” e nel 2021 è tornata anche sul palco del Festival di Sanremo, durante la serata delle cover, insieme a Orietta Berti.
Parallelamente, però, Laura ha continuato a scrivere.
Quando è tornata progressivamente alla musica solista, nel 2023, ha raccontato di avere accumulato oltre duecento canzoni.
Un patrimonio creativo che racconta quanto la scrittura non si sia mai realmente fermata, anche negli anni in cui la carriera individuale era rimasta più defilata.
Il nuovo capitolo arriva inoltre dopo una ricorrenza importante.
Nel 2025 “Non credo nei miracoli” ha compiuto vent’anni, così come l’album d’esordio di Laura Bono, celebrato anche con una nuova edizione in doppio vinile.
Due decenni dopo quel debutto, la cantautrice continua quindi a guardare avanti.
Se nel 2005 era una giovane artista arrivata sul palco dell’Ariston con una canzone destinata a diventare il simbolo del suo esordio, oggi Laura Bono porta con sé un percorso molto più ampio: Sanremo, i concerti con Vasco Rossi, gli album, la televisione, l’esperienza con Le Deva e una lunga attività live.
E soprattutto centinaia di canzoni scritte.
“Luna Park” non vuole essere un bilancio dei vent’anni trascorsi, ma una fotografia del presente.
Laura Bono torna a raccontare l’amore attraverso il rock e lo fa concentrandosi su uno dei momenti più difficili di una relazione: quello in cui bisogna decidere se continuare a combattere oppure accettare che il viaggio sia arrivato al termine.
Non ci sono risposte facili.
Resta una giostra, ancora in movimento.
E una scelta da fare: scendere oppure fare ancora un giro.
Laura Bono, cantautrice rock nata a Varese nel 1979, raggiunge il grande pubblico nel 2005 vincendo la categoria Giovani del Festival di Sanremo con “Non credo nei miracoli”, con cui conquista anche il quinto posto nella classifica generale.
Nello stesso anno pubblica per EMI il suo album d’esordio omonimo, che ottiene riscontri anche in Finlandia. Durante l’estate viene scelta da Vasco Rossi come opening act per alcune date del tour negli stadi.
Nel 2006 partecipa a “Music Farm” su Rai 2 e presta la propria voce alla colonna sonora italiana di “Bambi 2”. Seguono altri progetti discografici, tra cui “S’intitola così”, “La mia discreta compagnia” e “Segreto”.
Nel 2017 entra nelle Le Deva, insieme a Verdiana Zangaro, Greta Manuzi e Roberta Pompa. Con il gruppo pubblica l’album “4” e nel 2021 torna sul palco dell’Ariston durante la serata delle cover del Festival di Sanremo insieme a Orietta Berti.
Conclusa l’esperienza con Le Deva, Laura Bono torna progressivamente alla carriera solista e riprende a pubblicare nuova musica con il proprio nome.
Nel 2025 celebra i vent’anni di “Non credo nei miracoli” e del suo album d’esordio. “Luna Park”, pubblicato da Orangle Records, rappresenta oggi un nuovo passo del suo percorso artistico.
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