Ci sono professionisti che, anche quando la televisione sembra aver voltato loro le spalle, riescono a trovare un’altra strada. E poi ci sono professionisti come Barbara d’Urso, che quella strada la trasformano in una nuova occasione per dimostrare ancora una volta quanto sanno fare il proprio mestiere.
È proprio quello che sta accadendo con “Storie incredibili”, il nuovo format che Barbara d’Urso ha portato su YouTube e che in poco tempo ha attirato una grande attenzione sul web.
A colpirmi non è soltanto il successo del format, ma soprattutto la scelta di Barbara di rimettersi in gioco.
Dopo anni trascorsi davanti alle telecamere, dopo aver condotto programmi diventati appuntamenti quotidiani per milioni di telespettatori, Barbara avrebbe potuto semplicemente aspettare una nuova proposta dalla televisione. Invece ha scelto di fare qualcosa di diverso: ripartire dal web, dal pubblico e dalle storie.
E forse è proprio questo il punto più interessante di “Storie incredibili”.
Barbara non ha bisogno di grandi scenografie o di una macchina televisiva gigantesca per dimostrare quello che sa fare. Le basta il suo mestiere: ascoltare, raccontare, emozionare e soprattutto creare una relazione con chi si trova dall’altra parte dello schermo.
Il successo ottenuto dal format dimostra che il pubblico non ha dimenticato Barbara d’Urso. Anzi!
“Storie incredibili” sta facendo parlare il web proprio perché restituisce al pubblico una Barbara libera di raccontare e raccontarsi, lontana dalle dinamiche e dai meccanismi della televisione tradizionale.
Ed è bello vedere una professionista reinventarsi senza rinnegare ciò che ha fatto per tanti anni.
Il digitale, in questo caso, diventa un nuovo spazio televisivo: cambia il mezzo, ma non cambia la capacità di Barbara di stare davanti a una telecamera.
Personalmente credo che Barbara d’Urso meriti un nuovo programma televisivo.
Non per nostalgia e nemmeno per cancellare ciò che è accaduto negli ultimi anni, ma perché una professionista con la sua esperienza, la sua riconoscibilità e la sua capacità di parlare al pubblico può ancora avere molto da dire.
Le vicende professionali che l’hanno portata lontano dalla televisione che per anni l’ha vista protagonista hanno lasciato inevitabilmente molte domande e anche la sensazione, per tanti telespettatori, di un’assenza difficile da comprendere.
Ma Barbara ha scelto di non fermarsi.
E questa, per me, è la risposta più bella.
E allora il mio auspicio è semplice: Barbara, continua così.
“Storie incredibili” dimostra che reinventarsi è possibile e che una carriera importante non finisce necessariamente quando cambia il mezzo attraverso cui ci si racconta.
Ma, personalmente, mi piacerebbe rivederla anche sul piccolo schermo.
Barbara d’Urso merita un nuovo programma TV, costruito magari con formule nuove, linguaggi contemporanei e quella capacità di raccontare storie che l’ha resa riconoscibile al grande pubblico. Magari se hai bisogno di un autore TV eccomi! (ride)
Perché la televisione cambia, il pubblico cambia, i programmi cambiano.
Ma i veri professionisti restano.
E Barbara d’Urso, secondo me, è una di quelle professioniste che ha ancora una storia tutta da raccontare.
E noi, davanti alla TV, siamo pronti ad ascoltarla di nuovo.
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