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“Gli innamorati di piazza Oberdan” di Christian Klinger | RECENSIONE

Le domande racchiudono aspettative. Chiedono certezza per sollevare l’anima dal marasma dei dubbi. In alcune di esse è racchiusa la speranza, che poi è un altro soffio di vita, perché accompagnate dalle cose belle. Gli appuntamenti per esempio, in taluni casi, cambiano il corso dell’esistenza. Ciò che può succedere da essi è imprevedibile, inaspettato, sorprendente, quando trovi molto di più di quello che ti aspettavi. Possono essere l’inizio di qualcosa di importante che non si cancellerà mai restando vivo nei ricordi. Gli incontri degli innamorati, poi, diventano il luogo in cui si stendono i sorrisi, ci si abbandona alle confessioni, in cui si sciolgono le paure che abbracciano la fiducia. L’amore ha sempre un posto dove esprimersi attraverso sguardi che parlano di condivisione, di scelte, di progetti. Il futuro vive anche nel presente, lo si respira lasciando tracce del graffio di protesta per un cambiamento che possa migliorare la vita stessa. Nell’attesa si perde sempre qualcosa che poi torna a mò di rimprovero, di rimpianto, di rimorso, di non detto. Ecco allora, affacciarsi quelle domande che fanno parte del teatro delle ore per annullare le distanze dell’incertezza.   

In Gli innamorati di piazza Oberdan di Christian Klinger conosci una storia d’amore ai tempi del nazismo. Si tratta della storia vera di Pino Robusti e della sua fidanzata Laura. Il giovane, studente in Architettura, viene fucilato a Trieste il 6 aprile 1945. Pino si trovava nella Risiera di San Sabba, unico lager di sterminio in Italia. Fuori dalla Risiera, durante quei drammatici giorni, il padre Vittorio e Laura chiedono la grazia per Pino, senza ottenere nulla di buono.

Il libro ricostruisce la storia vera di Pino Robusti attraverso una serie di lettere originali che il ragazzo scrisse in cella alla fidanzata ed ai genitori. Il racconto si basa anche sulle testimonianze di chi ha conosciuto i due innamorati che avevo in piazza Oberdan il loro punto d’incontro. La scrittura è toccante.  

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.