“La ragazza con il vestito di legno e altre fiabe” di Elio Pecora | RECENSIONE
C’era una volta, si inizia così quando si racconta una fiaba. La narrazione contiene un miscuglio di colori e dentro ci stanno anche il bianco e il nero, quello della purezza e della morte. Le fiabe sono storie drammatiche, romantiche, fantastiche, trasformate per lanciare dei messaggi chiari. Hanno una morale. Sono educative, anche immaginifiche e spesso presentano risvolti inquietanti. Nei meandri delle fiabe si annidano eventi storici, antiche leggende, fatti di cronaca mai dimenticati. Le fiabe vivono il tempo in cui vengono narrate perché cambiano pelle, modificano i tratti sulla base delle esigenze del momento. Esse sono intrise di curiosità e di misteri. Sviluppano l’immaginazione, favoriscono la creatività e aiutano a crescere. Permettono di conoscere un mondo interiore ed emotivo in cui il bambino si riconosce e si identifica vivendo le emozioni che sperimenta attraverso questo genere letterario. Attraverso le fiabe ogni bambino può imparare le basi della vita e addirittura dare delle risposte alle prime domande.
In La ragazza con il vestito di legno e altre fiabe di Elio Pecora entri nel conforto e nel turbamento di racconti che estrapolano il vero sotto forma di finzione. Ogni aspetto della vita è messo in evidenza con la semplicità di concetti che rimangono impressi grazie all’incanto che le fiabe suscitano anche nella loro ferocia. Le fiabe sono il regno per eccellenza della meraviglia, della magia, dello stupore.
Elio Pecora libera ogni aspetto dell’esistenza attraverso una scrittura che suscita curiosità, che non inganna, ma che porta il lettore alla vera essenza dei racconti brevi. La narrazione è affascinante. Appare ingenua, ma è genuina, schietta.

