Raffaele Sollecito a Verissimo: «Per me Alberto Stasi è assolutamente innocente»
Raffaele Sollecito torna a parlare della sua vita dopo il delitto di Perugia, del rapporto con Amanda Knox e delle vicende giudiziarie che hanno segnato profondamente il suo percorso personale. Ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, nella puntata di domenica 18 ottobre alle 15.45 su Canale 5, Sollecito affronta anche il caso Garlasco e la vicenda giudiziaria di Alberto Stasi, al quale ha inviato una lettera di vicinanza.
Nel corso dell’intervista, Sollecito racconta le conseguenze che continua a vivere a distanza di quasi vent’anni dall’omicidio di Meredith Kercher. «Mi sento ancora prigioniero di uno stigma che mi perseguita e che, di fatto, ha condizionato tante cose nella mia vita», confida a Silvia Toffanin.
Parole che restituiscono il peso di una vicenda che, secondo il suo racconto, continua a influenzare le sue scelte e il suo rapporto con il futuro.
Raffaele Sollecito su Alberto Stasi: «Per me è assolutamente innocente»
Tra gli argomenti affrontati a Verissimo c’è anche il caso Garlasco, con un riferimento diretto ad Alberto Stasi. Sollecito spiega di non voler sovrapporre le due vicende giudiziarie, ma di riconoscere un elemento comune nelle difficoltà vissute.
«Non mi paragono alla sua vicenda, ma all’ingiustizia che c’è dietro», dichiara, aggiungendo una presa di posizione netta: «Per me è assolutamente innocente, perché non c’è mai stata una prova contro di lui».
Sollecito racconta inoltre di avergli scritto una lettera per esprimergli la propria vicinanza. Le sue parole si inseriscono nel dibattito pubblico sul caso Garlasco, mantenendo distinta la sua opinione personale dagli accertamenti e dalle decisioni giudiziarie che riguardano la vicenda.
Amanda Knox e lo spettacolo Cartwheel: «Quel titolo mi arriva come una provocazione»
Nel corso dell’intervista, Silvia Toffanin chiede a Sollecito anche un commento sullo spettacolo teatrale di stand-up comedy Cartwheel, portato in scena da Amanda Knox.
Il titolo richiama la ruota, ovvero il gesto compiuto da Knox in questura durante le fasi iniziali delle indagini sul delitto di Meredith Kercher. Un episodio che, a distanza di anni, continua a suscitare reazioni e interpretazioni differenti.
Sollecito ammette di aver provato un certo disagio nell’apprendere la scelta del titolo: «Mi ha un po’ colpito lo stomaco sapere che lo ha intitolato così, richiamando la “ruota” fatta in questura».
Nel ripercorrere quell’episodio, aggiunge: «Quella era stata una ragazzata che in quel contesto si poteva risparmiare, come io portarmi un coltellino a serramanico. Ecco, io non la porterei come una bandiera».
Una riflessione che si accompagna anche a un riferimento alla famiglia di Meredith Kercher. Sollecito racconta, infatti, di essersi chiesto come quel gesto possa essere percepito dai familiari della giovane donna uccisa a Perugia.
Il rapporto con Amanda Knox e quella domanda senza risposta
Tra Sollecito e Amanda Knox, all’epoca legati sentimentalmente, c’era un rapporto che si è inevitabilmente intrecciato con la vicenda giudiziaria che li ha coinvolti.
A Verissimo, Sollecito torna su quel legame e si interroga su ciò che sarebbe potuto accadere se la tragedia non avesse segnato le loro vite.
«Io e Amanda ci volevamo molto bene. Cosa sarebbe successo nel concreto senza questa tragedia? È un punto interrogativo che forse non avrà mai risposta», racconta.
Parole che riportano l’attenzione sulla dimensione personale di una storia rimasta per anni al centro della cronaca italiana e internazionale.
Il ricordo del viaggio a Gubbio e l’episodio con la figlia di Amanda
Nel corso della trasmissione viene ricordato anche un episodio raccontato in precedenza da Amanda Knox, relativo a un viaggio a Gubbio compiuto insieme a Sollecito alcuni anni fa.
Durante quell’occasione, un artista di strada aveva visto Raffaele spingere il passeggino della figlia di Amanda, scambiandolo per il padre della bambina.
Sollecito ricorda con particolare intensità il momento in cui chiarì la situazione: «Quando ho risposto che la bambina non era mia ho avuto un sussulto. C’è stato come un fermo immagine, per più di un minuto nessuno ha fiatato».
Un ricordo che, nelle sue parole, si lega inevitabilmente alla consapevolezza di quanto la loro storia personale sia stata condizionata dagli eventi del passato.
«Non ho nessuna stima dell’Italia e delle sue istituzioni»
Nel finale dell’intervista, Sollecito affronta il tema del futuro e della possibilità di costruire una famiglia.
Il suo giudizio sulle istituzioni italiane è particolarmente duro e riflette, secondo quanto racconta, il rapporto difficile maturato negli anni con il sistema giudiziario e con il contesto in cui ha vissuto la sua vicenda personale.
«Non ho nessuna stima dell’Italia, delle sue istituzioni. Non voglio creare una famiglia qui», dichiara.
Parole che chiudono un’intervista in cui Sollecito ripercorre le ferite lasciate dal passato, il rapporto con Amanda Knox e il suo punto di vista sul caso Garlasco.
L’appuntamento con Raffaele Sollecito è per domenica 18 ottobre alle 15.45 su Canale 5, nel salotto televisivo di Silvia Toffanin a Verissimo.

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