L'IRRIVERENTERUBRICHEUNO SGUARDO SU...

Sul caso Annalisa Minetti: la cecità non è un limite per le emozioni. La stupidità di certa gente, sì.

Una massima al giorno toglie il medico di torno e ti aiuta in modo pratico ed efficace ad affrontare la vita, quella reale, non certo l’orrenda condizione virtuale che ci accompagna ogni giorno. Internet e i suoi dintorni, quei luoghi in cui gruppi di individui connessi tra loro da diversi legami condividono informazioni, erano nati per una voglia di collettività effettiva, per riempire certe mancanze. La solitudine, è risaputo, non piace quasi a nessuno, a meno che tu non sia un eremita o un lupo solitario, ma nonostante questo il vero dramma è che spesso ci si sente soli, anche se in mezzo a tanta gente. Quello che era un tempo, oggi non lo è più, e così, dando voce a chiunque non l’abbia in altre circostanze, in un’epoca in cui vige la libertà di opinione ed espressione, l’articolo 21 della Costituzione italiana ci ricorda infatti che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, il mondo della rete è diventato lo spazio ideale di chi parla e sparla a sproposito, degli altri, ma mai di se stesso.

Lo spirito dell’indipendenza non deve essere però confuso con la possibilità di arrogarsi il diritto di poter giudicare, dire e fare tutto ciò che si vuole, indipendentemente dal fatto che spesso, grazie alle nostre indelicate esternazioni, finiamo di ledere la dignità e l’integrità di chi, nonostante la nostra disapprovazione, non è causa dei propri fallimenti. La nostra libertà finisce quando inizia quella degli altri! E questo è applicabile in ogni campo, settore, scelte, giuste o sbagliate che siano o che si possano ritenere tali.

In questo vasto e guasto universo fatto di profili a caccia di like, fioriscono e fuoriescono innumerevoli esperimenti sociali, strumenti a favore del cyber bullismo da far invidia alle sperimentate armi batteriologiche. Da #Sarahah a #thiscrush, tanto per citare alcune delle ultime tendenze del momento. La prima l’hanno chiamata “onestà”, la traduzione letterale dall’Arabo, perché sembrava troppo espansivo denominarla “manifesta la tua frustrazione contro il prossimo”, la seconda si potrebbe interpretare invece come “colpo di fulmine”, visto l’obiettivo di dare la possibilità ai ragazzi di superare l’imbarazzo adolescenziale di fronte ad una “cotta”! Io un colpo ve lo darei volentieri a tutti, ma in testa, con una mazza da baseball del peso di circa trenta chili! L’utilizzo “malato” di queste applicazioni – in voga soprattutto tra gli adolescenti – porta all’accanimento verso gli altri utenti proprio in virtù dell’anonimato concesso dalle piattaforme, strumenti che non fanno che alimentare forme di violenza e di odio, utili soprattutto per assoggettare gli altri e sfogarsi delle proprie insoddisfazioni, un po’ come è successo ad Annalisa Minetti, presa di mira sui social da chi, non avendo nient’ altro da fare evidentemente, si è divertito ad attaccarla con frasi irripetibili, da far accapponare la pelle. E davvero questo il mondo e il modo in cui vogliamo vivere? Con quale coraggio scrivete: sei cieca, non dovevi fare figli, io non avrei messo al mondo dei figli che non potrei mai vedere?! E per quale motivo?!? La cecità comporta la perdita della vista, non certo dello spirito, da cui poi scaturiscono le nostre emozioni. Cosa si dovrebbe dire allora delle vostre povere madri? Dovremmo forse metterle alla gogna per aver partorito cotanta stupidità?! Annalisa Minetti, prima di essere un personaggio pubblico, è una persona, e come tale deve essere considerata e poi, potendoselo permettere, non vedo perché una donna come lei non possa diventare mamma e dare alle proprie creature lo stesso amore che dareste voi, e forse, sicuramente, anche di più! Devo proprio ricordarvelo io che non basta essere donne, all’apparenza perfette, per mettere al mondo un figlio?!

Date ascolto a me, per disintossicarvi dall’insolita condizione di socialdrunk che vi affligge, spegnete il modem e azionate il cervello, magari acquistando sul sito internet ebay.com un telefono cellulare Motorola modello DynaTAC nella versione 8000X, non tascabile e ogni tanto, prima di abortire mentalmente, fatevelo un esame di coscienza!!!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com