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“Pater” di Domenico Cacopardo | RECENSIONE

Mantenere gli equilibri, senza far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra, è un’arte. A volte è anche una condotta di vita evitando così di esporsi in situazioni compromettenti. Una siffatta condotta non prescrive, certo, una mancanza di personalità. Si ragiona sulle questioni e con mente fine si sceglie di stare nel mezzo perché i confini, rischiosi, potrebbero segnare, e non poco, alcune decisioni. Gli equilibristi del pensiero, nella sostanza, affinano un carattere diplomatico. Se ne escono sempre puliti puliti finanche nelle questioni più urticanti. Non è nemmeno una questione di essere concilianti. Le cose si imparano. Il carattere, però, si affina ma quello rimane. Si cerca di adattare certe situazioni alle proprie capacità senza entrare troppo nel merito rischiando di essere tacciati di essere di parte. Restare neutrali pur esprimendo la propria opinione è una dote che pochi padroneggiano perché bisogna avere contezza delle proprie qualità sviluppate nel tempo. Il resto, sono congetture, ipotesi, supposizioni che hanno vita breve quando si scontrano frontalmente con la verità.

In Pater di Domenico Cacopardo entri nella vita di Cataldo Giammoro, giovane messinese di buona famiglia. Cataldo si sta per laureare in Giurisprudenza quando da Arezzo arriva la cugina Liborietta. I due si innamorano e si sposano, presto. Lui si occupa delle proprietà della famiglia e inizia la carriera di avvocato. Diventa un influente membro dell’amministrazione comunale, disponendo così assunzioni e appalti benché non sia né sindaco né assessore. Questo segna la sua posizione negli affari. I suoi riferimenti sono politici e criminali. Ma la scalata sociale e professionale comporta dei rischi. Due ufficiali della Guardia di Finanza lo invitano a pentirsi ed a raccontare tutto. E Cataldo cosa farà?

Il romanzo è intenso. La narrazione fa emerge la mente strategica che manovra fili di potere cercando di stare in disparte dai fatti dei quali, il protagonista, è invischiato sino all’osso. La scrittura è autentica.  

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.