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“L’alba del 2 giugno” di Sarah Pellizzari Rabolini | RECENSIONE

Se vuoi, veramente, qualcosa te la devi andare a prendere. Devi conquistarti quello a cui ambisci. Libera di fare e di essere ciò che desideri nel limite del rispetto di tutti, tuo compreso. Nessuno farà al posto tuo quello che tu aneli e se anche fosse così non lo farebbe allo stesso modo, con lo stesso ardore, non ci metterebbe lo stesso impegno. Solo tu conosci il valore dei tuoi sogni. Rimboccarsi le maniche per realizzarli sarebbe il minimo dinanzi alla prospettiva di cambiamento. Certo, bisogna essere coraggiosi. Avere uno spirito ribelle e rivoluzionario per uscire fuori da un modo di pensare bietto e retrogrado. E’ necessario istruire la mente alla coscienza civile e morale che porti alla consapevolezza che le donne debbano avere pari diritti degli uomini senza etichettarle con epiteti spregevoli, offensivi e lesivi per qualsiasi persona. Non si può sempre “assaggiare il sapore della vergogna” perché sottomesse ad una condizione che non appartiene all’idea di essere donna. Ecco, essere donna è ancora oggi rischioso. Allora, serve istruire alle idee del diritto di essere protagoniste di se stesse, di bastare a se stesse. Una voce sola non può creare un gran fermento. Ci sarà curiosità o indifferenza, ma se non si uniscono altri timbri all’assolo che, all’unisono facciano rumore, sarebbe un’impresa titanica smuovere le coscienze di tutti. Rinunciare ai propri sogni sarebbe come morire due volte.

In L’alba del 2 giugno di Sarah Pellizzari Rabolini entri nel vivo della Storia. E’ il 2 giugno 1946. Finalmente le donne possono votare. Luce si prepara per il momento tanto atteso, ma prima di uscire l’occhio le cade sulla foto di sua nonna Irma. Irma e Lorenza si conoscono in un collegio di Milano nel 1850 e inizia così un’amicizia lunga una vita. Hanno caratteri diversi, ma sono legate in modo indissolubile dagli eventi della Soria. A cavallo dell’Unità d’Italia e delle lotte per i diritti delle donne, le vicende delle due giovani si intrecciano a fatti e personaggi storicamente esistiti. In una società maschilista, dove sono gli uomini a prendere le decisioni importanti e le donne invece devono stare in disparte, silenziose e accondiscendenti, emergono figure che vogliono sovvertire questo iniquo sistema. Irma, quando c’è da lottare per i valori in cui crede, è sempre in prima linea sfidando la volontà della sua stessa famiglia.

Il romanzo è intenso. Sprigiona una passione viscerale nella conquista dei diritti delle donne, agognati da tempo. La narrazione è pulita, seducente. Trasporta il lettore esattamente nella dimensione del coraggio che chiede di essere intrepido quando è necessario essere progressisti. La scrittura è viva, calda, infiammata dalla capacità di saper usare le parole fin troppo bene.        

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.