ATTUALITA'SOCIAL ZONEUNO SGUARDO SU...

Luigi Spera alias “Mister G di Avanti un Altro” vittima di revenge porn: “La mia dignità non è un gioco”

Luigi Spera, meglio noto come Mister G del Salottino di Avanti un Altro denuncia la diffusione illecita di contenuti intimi: “Non mi vergogno di essere me stesso, ma di chi si diverte a distruggere gli altri”.

È uno dei volti più eccentrici e amati del “minimondo” di Avanti un Altro, ma dietro la maschera di ironia e colore, Luigi Spera – in arte Mister G – nasconde un dolore profondo: è stato vittima di revenge porn.

COS’È IL REVENGE PORN?

La diffusione di foto o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona ritratta. È punibile in Italia con la reclusione fino a 6 anni (art. 612-ter del Codice Penale). Se sei vittima, puoi chiamare il 1522 o rivolgerti alla Polizia Postale.

A rendere pubblica la vicenda è stato lo stesso Spera attraverso i social, dove ha raccontato con coraggio quanto accaduto: alcuni contenuti intimi che lo riguardano sono stati diffusi senza il suo consenso. Una violazione gravissima della privacy, che ha subito suscitato una valanga di messaggi di solidarietà.

“Non mi vergogno di ciò che sono. Mi vergogno di chi ha scelto di usare la mia intimità per ferirmi”, ha scritto Mister G, ricevendo il sostegno di molti fan e colleghi.

Mister G è noto al grande pubblico per la sua partecipazione al programma di Paolo Bonolis, dove si è fatto notare per il look appariscente, l’amore per Lady Gaga e una personalità esplosiva. Dietro la teatralità, però, si cela un messaggio forte: difendere la libertà di essere se stessi.

La vicenda di Luigi Spera riporta l’attenzione su un tema sempre più urgente: il revenge porn. Dal 2019 in Italia è considerato un reato, ma le vittime sono ancora spesso lasciate sole ad affrontare il trauma, la vergogna e la gogna pubblica.

Il caso di Mister G rompe il silenzio anche su un altro tabù: quello degli uomini vittime di violenza digitale.

Il messaggio è chiaro: “Essere vulnerabili non è una debolezza. È umano. Ma non possiamo lasciare che siano gli altri a raccontare la nostra storia al posto nostro”.

Redazione

Redazione editoriale M SOCIAL.it - www.msocial.it