RECENSIONI Lucia AccotoUNO SGUARDO SU...

“La fabbrica dei bottoni” di Jennifer Guerra | RECENSIONE

Il corpo comanda. Pensi di sapere ciò che serve, ma sul tuo corpo ignori molte cose. Non le conosci, ancora. Non sai bene come funziona e il potere che sprigiona. L’effetto che scatena sugli altri, lo sai già, te ne sei accorta, eccome. Di interesse o di indifferenza, hai comunque una risposta chiara. Con il corpo puoi dire tante cose, specie quelle che non vuoi e che non ti sogneresti di pronunciare. Ci pensa il corpo, al posto tuo. Ma non può essere sempre così. Devi imparare a conoscerlo. Solo in questo modo sarai libera, da tutto, dagli ostacoli che condizionano la tua vita e l’approccio con il sesso. Devi, però, sentirla questa esigenza. Puoi rimandare oltre, ma arriva un momento in cui è il tuo corpo stesso a chiederti di esplorarlo, di capirlo a fondo, per proteggerti da situazioni che potrebbero verificarsi per una ignoranza atavica oppure per una pigrizia intellettuale che trova sponda nei radicati costumi della società. Non è scontato tutto ciò, anzi sarebbe una bella e consapevole rivoluzione culturale, un fatto di coscienza individuale e collettivo.

In La fabbrica di bottoni Non commettere atti impuri di Jennifer Guerra conosci una storia intima. Padova, 1967. Carla lascia il suo paese per lavorare come stenodattilografa. Fa la segretaria nell’amministrazione della fabbrica di bottoni Zedapa. Ha poco più di vent’anni, ha le idee molto confuse su cosa si deve fare con i maschi, che “la spaventano o forse addirittura la ripugnano”, e soprattutto con il proprio corpo. Di fidanzati non ne ha ancora avuti. È una ragazza perbene che non ha mai messo in discussione l’educazione cattolica ricevuta dalla famiglia. L’impatto con Padova non è lo scossone che si aspettava. Finché un giorno, per strada, una ragazza le allunga un volantino con su scritto una domanda che la spiazza: “Conosci il tuo corpo?”. E’ l’invito ad unirsi ad un gruppo di autocoscienza per ragazze. Carla prende coraggio e decide di partecipare, unica ragazza di campagna tra studentesse. Imparerà che per scoprire chi è davvero deve avere la forza di mettere da parte tutto ciò che le è stato imposto e dare voce ai propri desideri.

Il libro ha il ritmo della rivoluzione di coscienza, che sfocerà poi nel movimento femminista in Italia. La narrazione è timida, come il carattere riservato della protagonista, ma nello stesso tempo è forte, lucida.    

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.