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Les Fleurs du Mal – Danilo Visconti: icona assoluta della notte | INTERVISTA

Figura eccentrica, visionaria e profondamente radicata nella cultura dello spettacolo notturno italiano, Danilo Visconti è uno di quei protagonisti che hanno saputo trasformare la notte in un laboratorio artistico unico. Performer, organizzatore, talent scout e creatore di format iconici, ha attraversato epoche e rivoluzioni culturali anticipando linguaggi e tendenze. Il suo contributo è stato decisivo nel dare dignità e visibilità a mondi spesso relegati ai margini, portando qualità, estetica e provocazione nei club e nei teatri di tutta Italia.

Danilo Visconti


Com’è nato il personaggio di Danilo Visconti?

«Io sono nato per caso. Ero un grande ammiratore della contessa Pinina Garavaglia e desideravo incontrarla. Una sera, alla fine degli anni ’80, mi sono ingegnato: lei faceva uno show al Rolling Stone dedicato al tempo. Così mi sono travestito da Mister Tempo, con un cilindro enorme pieno di cipolle di mio nonno e di orologi.

Mi sono messo davanti a guardare lo spettacolo, lei mi ha notato e mi ha fatto salire sul palco. Da lì è iniziata la collaborazione con lei, che continua ancora oggi.»

Da quell’intuizione nasce una carriera intensissima

«Facevamo anche 100.000 km in tutta Italia. Sempre in giro, sempre serate. Poi ho aperto un’agenzia: creavo book cartacei degli artisti e con un camper andavo da Milano a Gallipoli, fermandomi ovunque. Ogni 10 visite vendevo 5 serate.»

Hai anche avuto un ruolo importante nel dare visibilità a nuovi artisti

«Sì, ho tolto dal “ghetto” tante persone bellissime: trans che facevano spettacolo in locali pseudo etero. Ho fondato il Trans Fashion Show proprio per dare loro spazio e dignità.»

L’incontro con Paolo Pignotti cambia tutto

«Paolo Pignotti — poi diventato mio socio — mi disse: “Sei molto forte, crea una serata il mercoledì”. Lui gestiva lo Shocking a Milano, legato al Teatro Smeraldo.

Così ho inventato Les Fleurs Du Mal, ispirate a I fiori del male di Boudelaire. All’inizio ero terrorizzato, pensavo non funzionasse… invece è durata anni.»

Che atmosfera si viveva a Les Fleurs du Mal?

«Era una serata trasgressiva ma elegante. Si esagerava nei look. Prima c’era più libertà: potevi anche stare in topless, oggi è impensabile.

Non abbiamo mai avuto problemi, nemmeno legati all’essere gay. Anzi, oggi si è più giudicati. Prima non c’erano i social: se qualcuno aveva qualcosa da dirti, veniva lì. Oggi si nascondono dietro una tastiera.»

E le celebrità?

«Arrivavano continuamente. Dal mondo dello spettacolo e della moda: David Copperfield, Woody Allen, i Take That, Claudia Schiffer, Jean-Claude Van Damme…

Una volta abbiamo lasciato fuori Cindy Crawford perché non l’avevamo riconosciuta!» (ride)

A un certo punto diventi anche giornalista

«Sì, per evitare articoli “pilotati” o poco gradevoli su di me, ho deciso di mettermi a scrivere. Avevo una rubrica che si chiamava “Essere è apparire” sul giornale Tendence.»

E arrivano anche i riconoscimenti

«Nel mondo della notte era nato una sorta di Oscar, il Bibloscar, al Biblos di Rimini. Premiava gli artisti della notte. Io per 7 anni consecutivi ho vinto come miglior direttore artistico della notte.»

Il passaggio in TV

«Ho partecipato al Maurizio Costanzo Show, a La vita in diretta, Target, Fuego, Emilio.

In particolare a Emilio lavoravo come co-autore del personaggio interpretato da Giorgio Faletti, Franco Tamburino, stilista internazionale, ve lo ricordate: “Adalpina attacca la musica”. Io portavo la mia quotidianità a Giorgio… e lui la trasformava in spettacolo.»

Quanto è cambiato il mondo della notte?

«Completamente. Prima si entrava nei locali all’una, oggi alle 21. E alle 2 chiude tutto. La notte non esiste più.

Anche economicamente è diverso: una volta si guadagnava tantissimo. Un affitto costava 600.000 lire, io a una ballerina davo 250-300.000 lire a serata. In due giorni si pagava casa. Ma si lavorava 6 giorni su 7.

Eravamo sempre insieme, era una famiglia.»

Perché questo cambiamento?

«I social sono il male. Bullismo, fake news, volgarità. La gente cerca il trash, basta vedere Rita De Crescenzo.

Io li uso solo per il mio lavoro. Non cerco follower, blocco chi non mi piace.»

E dal punto di vista artistico?

«Prima c’era più qualità. Le drag queen interpretavano davvero grandi personaggi, per esempio Luca Magli quando faceva Mina… era Mina. Oggi spesso ci sono pseudo Drag, domina il playback.

Io seleziono molto. Nei miei show porto spettacoli anni ’30, grandi professionisti. Anche nei dinner show punto su qualità artistica e del cibo. Voglio portare vera arte.»

Oggi cosa fai?

«Lavoro meno nella notte, 2-3 serate a settimana. Di giorno faccio PR, porto il mondo della notte nelle attività diurne.»

Vedi un futuro de Les Fleurs du Mal?

«Le serate de Les Fleurs du Mal sono andate avanti fino al 2015. Ora sto cercando di riportarle al JustMe, adattandole. Può tornare qualcosa di molto bello adattato ai tempi di oggi, sicuramente con qualità. Inoltre sto collaborando con un locale bellissimo di Milano, il Tuya dove organizzo Dinner Show e serate da non perdere»

E tra dieci anni?

«Spero che il mio fidanzato diventi miliardario e mi mantenga!» (ride)

«Mi sono tolto tutti gli sfizi. Tra dieci anni sarò forse più rifatto…
a parte tutto spero che ci sia più saggezza, più cultura, meno volgarità e più soldi.»

Christian De Fazio

CEO, Editore e Direttore di M SOCIAL MAGAZINE, Autore Televisivo Mediaset e RAI e molto altro... Appassionato di Musica, Televisione, Cinema e Viaggi, alla ricerca sempre di nuovi stimoli.