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“Il movimento del volo” di Antonella Sbuelz | RECENSIONE

La vita, danza e teatro di sogni e menzogne, è molto altro. Credi di essere padrone di te stesso e delle situazioni, ma è un’illusione beffarda. I segni convergenti di qualcosa che potrebbe arrivare per intuito, senza impegno, sono la teoria della melliflua attesa. Sollevi dubbi. Rimani attorno al falò delle idee. La vita è realtà. Incontro di sogni e delusioni, di fatica e desideri, di fallimenti e costruzione. Nulla arriva per caso. Almeno quello che di importante segna l’esistenza. La poesia della vita sta nel sentirla con il battito della conquista. L’ignoranza oscura coscienza e occhio critico. La fioritura della volontà di essere ciò che si vorrebbe nell’interpretazione di una vita votata alla scelta del proprio destino è un atto di disobbedienza alla vedovanza dei propri progetti. Mostrarsi fieri, coraggiosi, determinati anche quando le forze vengono meno è un esempio di resistenza che si deve alla propria persona. Il rispetto passa soprattutto dalla capacità di mettersi in volo, liberi di vivere e di scegliere il proprio futuro. Non è facile perché cose del genere sono segnate da sofferenza e da sacrifici.

In Il movimento del volo di Antonella Sbuelz conosci la storia di quattro donne. Dalla Prima guerra mondiale agli anni di piombo, quattro figure femminili ci accompagnano lungo il Novecento: storie di donne dentro la Storia, per affermare il diritto al presente e al futuro, alla dignità e all’utopia. Rachele, Livia e Anna crescono e maturano durante le drammatiche stagioni della grande guerra, del fascismo, della Resistenza e poi della Liberazione. Emma, invece, compie la sua scelta nel periodo più cupo della Repubblica. Quattro donne forti che rappresentano la volontà di essere padrone del proprio destino.

Il libro è la voce, corale, della lotta delle donne nell’affermare sé stesse. La narrazione è realistica nel coraggio dell’emancipazione. L’impetuoso scorrere dei fatti si concilia con l’ardente volontà di non arrendersi mai, di rialzarsi sempre e di spiccare il volo nella conquista di un’eredità che passa dal coraggio alla fermezza di lasciare qualcosa per sé e per gli altri. La scrittura è fluida, empatica, emotiva.

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.