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Il film di Giuseppe Scordio “La Tempesta” all’Ischia Film Festival | INTERVISTA

Intervista esclusiva al regista su quest’opera ibrida tra teatro -cinema come un atto di resistenza artistica

Abbiamo incontrato ai nostri microfoni durante la rassegna cinematografica di Ischia Film Festival, dal quartiere generale della comunicazione giornalistica Aragonese Apartments, l’attore, regista, direttore artistico e fondatore del Teatro Spazio Tertulliano, Giuseppe Scordio che ha presieduto alla proiezione del suo ultimo lavoro cinematografico “La Tempesta”.

Una trasposizione della drammaturgia originale di William Shakespeare nata durante il periodo del Covid con Attilio Tamburini a Ischia come risposta artistica a un silenzio forzato. In passato ha lavorato insieme ad Antonio Banderas nel film per la televisione “Il giovane Mussolini” (1992), diretto da Gianluigi Calderone.

Leggi la nostra intervista!

Ciao Giuseppe Scordio, hai assistito alla proiezione del tuo film “La Tempesta” nella meravigliosa Cattedrale dell’Assunta a Ischia per sottolineare come un palcoscenico naturale all’aperto dell’umanità dove le parole riconquistano ciò che le appartiene?

E’ stata una magnifica location e soprattutto per quello che significava. Prospero, il duca di Milano esiliato dal Castello Sforzesco, volevo che avesse una dimora più dignitosa rispetto a una grotta di ambientazione shakesperiana.

Questa opera cinematografica come ha ripetuto anche lei è una rilettura dell’ultimo testamento artistico di William Shakespeare dove qui prevale la ricerca di misteri della vita nei cinque naufraghi sull’isola sotto forma di una serie di voci esterne?

Certo perchè i cinque naufraghi devono fare i conti con il tradimento perpetrato nei confronti del protagonista il quale cerca in tutti i modi di vendicare alla sua maniera affrontandoli davanti ai loro stessi errori dapprima e poi perdonarli.

Prospero sull’isola insieme alla figlia Miranda, interpretata da Jasmine Monti, offrono uno spazio simbolico per Ischia che diventa un importante momento di riflessione tra il futuro dell’umanità e il fragile equilibrio natura-civiltà?

Un lavoro immane per trovare un’attrice come Jasmine con quella sua magnifica intensità e in quel momento avendo anche io una figlia volevo che crescesse come lei. Non a caso mia figlia ha interpretato Miranda da piccola. E’ uno spazio simbolico perchè Shakeaspeare come un minatore riesce a scavare importanti passioni dell’animo umano prevalendo la gioia, la paura, la tristezza infinita, il tradimento e l’inganno per cercare di comprendere e rappresentare.

E’ bellissima l’atmosfera del suono delle onde del mare, del cinguettio degli uccelli e dei gabbiani che amplificano il film come se fossimo ai tempi dell’antica Roma?

L’opera nasce in teatro per mia volontà sviluppandosi sull’isola di Ischia a causa dei teatri chiusi e al posto della finzione teatrale l’isola ci ha regalato la natura viva con questa fauna così rigogliosa.

Enunci una frase shakesperiana bellissima: “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni”. Ciò secondo te ci spinge a coltivare l’arte, il bello e i sogni?

L’arte è un sogno in tutte le sue declinazioni e soprattutto prima di recitare quel verso lo stesso Shakespeare dice che i nostri attori erano solo degli spiriti dissolti nell’aria sottile. Le strade e i palazzi si avvieranno al dissolvimento senza lasciare un solo strascico di nube. Queste sono le parole venute fuori potentemente durante il periodo del Covid.

Ti ringraziamo Giuseppe Scordio per la tua bellissima chiacchierata e ti auguriamo che il tuo meritatissimo successo si elevi sempre più in alto.

Giuseppe De Carlo

De Carlo Giuseppe, classe 1980, laureato in Controllo Qualità indirizzo industriale farmaceutico e appassionato nel giornalismo scientifico e del mondo dello spettacolo. Dal 2018 iscritto all’Ordine dei giornalisti della Campania.