“Il caso del medico tedesco” di Tsuriel Sdomi | RECENSIONE
Le menzogne costruiscono storie a parte. Presentate bene intaccano la realtà. Le storture delle bugie raddrizzano il fine, qualunque esso sia. Sono tutte pericolose, anche le più innocue. Si innescano così narrazioni alternative fuorvianti, studiate a tavolino, strategiche e rischiose. Servono per mettere in ginocchio verità scomode. Molte appartengono a silenzi lasciati intatti, ma ci sono altre vite che chiedono chiarezza, che passano da nome a nome affinché nulla venga disperso, dimenticato. Puoi mentire quanto e quando vuoi, alla fine le torri crollano. Le fondamenta non sono solide, poggiate sul raggiro, si frantumano nei momenti più inaspettati. E poi vacilli dinanzi alla verità che non basta mai. È sempre poca e piccola per quello che è stato nascosto, tenuto segreto eliminando anche la più semplice possibilità di dubbio. Non ci stai alle falsità che impantanano la vita. Se non metti ordine, scoprendo e accettando la verità pur scomoda, sarai sempre in difetto con te stesso.
In Il caso del medico tedesco Il peso del passato nelle vene di un uomo senza patria di Tsuriel Sdomi, edito da Bonfirraro, conosci la storia di Wilhelm Ludwig von Antrim, un medico, nato nel cuore dell’aristocrazia tedesca. È l’erede di un nome illustre e di un destino già scritto. Ma il sangue, quello vero, non obbedisce ai titoli né alle genealogie. Quando l’antisemitismo e la guerra irrompono nella sua vita, l’identità diventa una maschera da indossare per sopravvivere. La sua esistenza si costruisce in uno dei periodi più bui della Storia. Sua madre, Eva, costretta a rinnegare la propria identità, si trasferisce con il figlio e la bambinaia in America per salvare sé stessa e il bambino. Wilhelm eredita un’esistenza segnata dalla menzogna necessaria e dal peso della Storia. Il medico Wilhelm, durante la guerra e nel cuore dell’orrore, contribuisce alla nascita di un numero impressionante di bambini. È un atto di umanità o una colpa imperdonabile? Quando verrà processato, il tribunale tenta di ridurre la sentenza per il caos che ne è nato, ma la verità che emerge è più complessa e sconvolgente di qualsiasi verdetto.
Il romanzo storico è interessante. La narrazione è un fiume di verità che vengono a galla, piano piano, da una profondità che accoglieva menzogne per nascondere verità terribili. La scrittura è una confessione senza intoppi né orpelli.

