Carlo Acutis, “Il mio nome è Carlo” su Canale 5: la storia del giovane santo arriva in TV
Domenica 27 settembre, in prima serata su Canale 5, va in onda “Il mio nome è Carlo”, il tv movie dedicato alla vita di Carlo Acutis. Il film racconta l’adolescenza, la fede, le passioni e il rapporto con gli altri del giovane santo, diventato una figura particolarmente vicina alle nuove generazioni.
A vent’anni dalla sua morte e a un anno dalla proclamazione a santo, Carlo Acutis torna protagonista sul piccolo schermo con Il mio nome è Carlo, il film TV diretto da Giacomo Campiotti e interpretato da Samuele Carrino e Lucia Mascino.
L’appuntamento è per domenica 27 settembre, in prima serata su Canale 5. Il film sarà inoltre disponibile su Mediaset Infinity.
Chi era Carlo Acutis
Nato nel 1991 e morto a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante, Carlo Acutis è diventato una delle figure più conosciute della spiritualità cattolica contemporanea.
La sua storia ha attirato l’attenzione anche per il particolare rapporto con la tecnologia. Carlo era infatti appassionato di informatica, videogiochi e calcio e utilizzava le proprie competenze digitali anche per raccontare e diffondere la sua fede.
È proprio questo aspetto a rendere la sua figura particolarmente vicina ai giovani: Carlo viene raccontato non come un adolescente estraneo alla quotidianità, ma come un ragazzo con passioni, amicizie e interessi comuni a molti suoi coetanei.
“Il mio nome è Carlo”: la trama del film
Il mio nome è Carlo ripercorre il percorso umano e spirituale di Carlo dall’infanzia fino agli ultimi giorni della sua vita.
Il protagonista, interpretato da Samuele Carrino, è un ragazzo apparentemente simile a tanti altri, ma caratterizzato da una particolare attenzione verso le persone che incontra.
Nel corso della storia Carlo stringe amicizia con persone diverse da lui, si avvicina agli emarginati, cerca di aiutare chi attraversa momenti difficili e prova a trasmettere agli altri la propria visione della vita.
Il film racconta così una crescita personale nella quale fede, amicizia, famiglia e attenzione verso il prossimo diventano gli elementi centrali.
Dall’informatica alla fede: il messaggio di Carlo ai ragazzi
Uno degli elementi più interessanti della storia è il rapporto tra Carlo e il mondo digitale.
Il giovane comprende le potenzialità di Internet e cerca di utilizzarle come strumento per comunicare e condividere contenuti legati alla propria fede. Da qui nasce anche l’immagine di Carlo come “giovane santo dell’era digitale”.
Il film mette quindi in relazione due dimensioni apparentemente lontane: la spiritualità e la tecnologia.
Carlo rimane un adolescente appassionato di videogiochi e informatica, ma allo stesso tempo sviluppa una forte dimensione spirituale che influenza il modo in cui guarda alle persone che lo circondano.
La famiglia e il rapporto con Rajesh
Accanto a Carlo, un ruolo importante nella storia è quello di Rajesh, interpretato da Brayan Palliyagoda, giovane immigrato accolto nella casa degli Acutis.
La sua presenza permette al film di raccontare il rapporto di Carlo con chi è diverso da lui e il valore dell’accoglienza.
Al centro della vicenda ci sono anche i genitori Antonia e Andrea, interpretati rispettivamente da Lucia Mascino e Flavio Parenti.
Il rapporto tra Carlo e la madre rappresenta uno degli elementi attraverso cui il film racconta la crescita del ragazzo e il modo in cui la sua esperienza finisce per influenzare anche gli adulti che gli sono più vicini.
La malattia e gli ultimi giorni
La seconda parte del racconto è segnata dalla malattia.
Una leucemia fulminante colpisce Carlo quando ha appena 15 anni e interrompe prematuramente la sua vita. Il film affronta quindi anche il tema della sofferenza e dell’accettazione della morte.
Il regista Giacomo Campiotti ha spiegato di aver voluto evidenziare proprio il tema del sacrificio e il modo in cui Carlo affronta la malattia, mantenendo al centro del racconto la sua personalità e il suo rapporto con la fede.
La regia di Giacomo Campiotti
Giacomo Campiotti ha raccontato di aver accettato il progetto con entusiasmo proprio per la possibilità di rivolgersi soprattutto ai ragazzi.
Per prepararsi al film, il regista ha incontrato alcune delle persone che hanno conosciuto Carlo, rimanendo particolarmente colpito dalla figura di Rajesh.
Nel film, Campiotti ha scelto un racconto caratterizzato da una forte attenzione ai personaggi e alle interpretazioni degli attori, evitando di trasformare la storia in una rappresentazione esclusivamente celebrativa.
Come spiega il regista nelle note di produzione, l’obiettivo era raccontare un Carlo “originale e non fotocopia”, capace di essere diverso senza assumere un atteggiamento moralista.
Il cast di “Il mio nome è Carlo”
Nel cast del film figurano:
- Samuele Carrino nel ruolo di Carlo adolescente;
- Lucia Mascino nel ruolo della madre Antonia;
- Flavio Parenti nel ruolo del padre Andrea;
- Brayan Palliyagoda nel ruolo di Rajesh;
- Maurizio nel ruolo del parroco;
- Niccolò, Edoardo e Samuele nei panni di Carlo durante l’infanzia.
La produzione ha inoltre coinvolto Movie Magic International, in coproduzione con RTI – Movie Magic International, con la collaborazione di Officina della Comunicazione e della Famiglia Acutis.
Quando vedere “Il mio nome è Carlo” in TV
Titolo: Il mio nome è Carlo
Canale: Canale 5
Data: domenica 27 settembre
Orario: prima serata
Regia: Giacomo Campiotti
Protagonisti: Samuele Carrino, Lucia Mascino, Flavio Parenti, Brayan Palliyagoda
Disponibilità streaming: Mediaset Infinity
Il tv movie propone così un ritratto di Carlo Acutis rivolto in particolare alle famiglie e alle nuove generazioni, raccontando la sua vita attraverso le relazioni, le passioni adolescenziali, la tecnologia, la fede e la malattia.
