“Femminicidi giovanili senza scampo” di Virginia Ciaravolo | RECENSIONE
La violenza non conosce limiti ed età. Il femminicidio, poi, cresce per mano di giovani che non sopportano il rifiuto. Non lo sanno gestire, accettare. Nessuno merita di essere ucciso. Le donne, le figlie, le mogli, le fidanzate, assassinate da chi amano e dalla famiglia stessa non possono essere solo un ricordo. Non può prendere piede la dimenticanza. Una morte così è una morte nella morte. Quando si spegne l’amore e realizzi che è solo possesso oppure ossessione quello che nutre l’altra parte per te, corri ai ripari, se hai la forza. Tronchi la relazione. Racconti e denunci la tua storia. Spesso, però, è troppo tardi per qualsiasi cosa. Poi, finisce tutto. Respiro, compreso. E non sono solo le statistiche a dirlo. Sono soprattutto le lacrime, il dolore, lo strazio della perdita a segnarlo per sempre. I giovani, nella maggior parte dei casi, s’acquattano nella rabbia. La trasformano in violenza. Vogliono tutto e subito. Conoscono l’arroganza e disdegnano il sacrificio come un valore di crescita. Ognuno dovrebbe fare la sua parte, in primis la famiglia. Poi, la scuola e la società. L’educazione sentimentale potrebbe servire ad arginare il fenomeno? Tutto è possibile. Di certo, il silenzio non porta da nessuna parte anzi rende più forti gli assassini ed i potenziali omicidi.
In Femminicidi giovanili senza scampo La storia di Michelle Causo la ragazza ritrovata in un carrello di Virginia Ciaravolo entri in una storia in cui la fiducia per il ragazzo amato si sbriciola a colpi di fedenti, ventitré coltellate. È la storia di Michelle, diciassette anni, uccisa nel febbraio del 2025 dal suo fidanzato. Negli ultimi anni il femminicidio, tipicamente associato alla violenza domestica tra gli adulti, sta emergendo anche tra gli adolescenti. L’omicidio di Michelle Causo ha sconvolto la comunità romana e ha scatenato un acceso dibattito sui crimini commessi dai giovani contro le loro coetanee.
Il libro non racconta solo la storia della vittima, ma si presente come un testo divulgativo anche in base agli atti giuridici, alla prevenzione di genere e al cambiamento culturale che dovrebbe partire già dalla scuola. Occorre contrastare anche la devianza minorile online perché i giovani navigano in rete pensando che tutto sia possibile annullando ogni cosa, specie distanze, storie, sentimenti e valori sani.

