RECENSIONI Lucia AccotoUNO SGUARDO SU...

“Margherita” di Annalisa Terranova | REDAZIONE

La vita si può ricomporre. Le batoste subite la spezzano, la sfibrano, ma poi l’aggiusti la vita tua. Se ne sei capace. Non è facile, nemmeno scontato. A volte non ci pensi a come ripartire preso a ricorrere il ripasso della quotidianità che sgrana problemi. Arranchi rattoppando soluzioni. Quando cadi, di brutto, ti fermi. È in quello stallo di attesa che cerchi il flusso della vita, la risposta che giunge inaspettata. Al troppo dolore poi arriva la grazia della pausa. Alcune cose sono perdute per sempre e si accettano con non poca resistenza, altre invece si scoprono con l’enfasi della conquista. Nell’uno e nell’altro caso, dipende anche da te che hai colto il cambiamento come una crescita nella vita adulta. Sotto la cenere resta ancora qualche carbonella che cova fuoco. Allora, non arrendersi pare il sussulto alla rassegnazione. Se poi trovi persone che ti stanno accanto aiutandoti, allora sei sulla buona strada per affrontare una risalita che richiede sforzo e fatica. Ma va bene così.

In Margherita Un incontro al di là del tempo di Annalisa Terranova conosci due storie che si intrecciano. C’è una Margherita nata nel 1247 e ce n’è un’altra dei tempi moderni. Tutte due sono di un borgo della Toscana e la loro bellezza era straordinaria. Entrambe sono state scacciate da casa dei genitori. La prima, realmente esistita, andò a vivere a Cortona, dove divenne una nuova Maddalena, venerata come una santa alla sua morte. La seconda, personaggio di fantasia, lavora a Roma come commessa in un supermercato. Quest’ultima trova un appartamento in affitto in un condominio molto speciale. Chi ci abita l’aiuta come può per farla sentire accolta, tanto che da alcuni di loro, Margherita, apprende lezioni capaci di curare la sua anima sofferente, facendo emergere richiami simbolici, esoterici e religiosi. In questo modo la disgrazia diventa rinascita.

Il romanzo è costruito su due piani temporali distinti. Si avverte la resilienza alle disgrazie. La narrazione presenta uno stile di scrittura semplice, diretto. La storia è suggestiva.   

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.