“A volte è complicato” di Isa Grassano | RECENSIONE
Farsi carico di una vita che sbiadisce ogni giorno un po’ di più è un peso che porti con fatica. A volte, non lo sopporti proprio. Avverti quando c’è qualcosa che non va, che ti soffoca. Vorresti respirare aria nuova, eliminare tutto quello che ti schiaccia. Le scorie di un’esistenza strascicata da problemi le inali con la responsabilità di affrontarli, se hai il senso del dovere. Quindi, resisti e vai avanti. Ad un certo punto, però, crolli. È normale. Allora, ti fermi un attimo. Hai da capire diverse cose, almeno le più importanti che non sempre corrispondono a quelle urgenti. Alcune questioni sono intarsi che devi rimuovere, alla lunga portano solo segni di sofferenza latente. Non ti resta altro che ascoltarti. Sapere cosa vuoi davvero è un passaggio che va tracciato e conosciuto. Da lì si può ripartire. I punti sono necessari perché dovrebbero essere intesi come l’impegno per un inizio che va vissuto con gli occhi della sorpresa. Certezze nella vita ce ne stanno poche, sono contate, tanto vale lasciarsi prendere dal desiderio di decidere per sé. I patimenti oscurano l’animo, bollano i sorrisi, appuntano priorità, risucchiano energie. Aprirsi un varco soprattutto quado tutto è bloccato significa credere nella propria libertà. E questo porta a forgiare l’autostima, vada come vada. Serve la sicurezza di e per sé stessi. Si trova sempre il modo per spiccare il volo, anche quando il cielo porta tempesta.
In A volte è complicato di Isa Grassano, per Giraldi Editore, conosci una storia di riscatto, di conquista della libertà personale. Arabella, nell’era digitale, crea memorie e scrittura per quanti non ci sono più. Racconta gli addii, eppure nulla sembra finito per sempre. Restano tante cose, alcune addirittura sospese perché incompiute. Arabella ha alcune situazioni da risolvere, specie emotivamente. La vita non è fatta solo per ciò che di deve fare, ma anche per quello che si desidera realizzare. Le possibilità vanno cercate e costruite, così si diventa liberi.
Il romanzo appare come il teorema delle conquiste che passano dalle tracce più difficili. La prosa è incalzante, tiene bene il ritmo. La narrazione è un cammino che porta alla finitura di legami, di consapevolezze, di rifiuti e di coraggio.

