Un ballo nostalgico sotto il cielo della Cavea con i Two Doors Cinema Club
Nell’estate amarcord della Capitale, abbiamo allargato i confini nazionali, assaporando i meravigliosi 10’s vissuti dai Two Doors Cinema Club. Sotto il tramonto di giovedì 22 Luglio alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica a Roma, abbiamo idealmente riavvolto il nastro su un disco celebre che divenne ben presto una una reliquia del post-punk britannico. Stiamo parlando di “Tourist History”, con una rivisitazione integrale da parte del trio, capace di unire il presente e il passato.
Cosa hanno raccontato i Two Doors Cinema Club nella Cavea
Fin dall’inizio è stato come se fossimo entrati in una sala studio, o meglio nel garage di Bangor da dove tutto partì nel lontano 2009, rimanendo seduti ad ascoltare ogni strofa di quell’album che avrebbe poi sconvolto l’immaginario pop-rock. Lo stesso palcoscenico ha facilitato questo effetto straniante, mantenendo una sobrietà nella sua forma, attraverso giochi di luci dietro e fronte palco e postazioni fisse della band su scala verticale. Il trio invece ha mantenuto quel tratto misurato che contraddistingue il popolo oltre la Manica, lasciando al pubblico quello shake coerente a quel genere dirompente, che di lì a poco avrebbe faticato nel panorama musicale su larga scala.

A dialogare in pratica ci hanno pensato i bassi di Kevin Baird, la chitarra di Sam Halliday e la voce di Alex Trimble, trasformando la Cavea già dall’iniziale Cigarettes in the theatre in un dancefloor di grande impatto. Dopo quel giro, infatti, il ritmo ha iniziato ad essere serrato, colmando interamente la performance durata un’ora e mezza, fino a raggiungere picchi emotivi durante le iconiche Undecover Martyn e What You Know che rappresenta il manifesto melodico di quell’opera. Anche qui è bastato il primo riff a far scatenare i dancers sotto palco e sulle tribune, dimostrando la potenza di un repertorio andato troppo presto in archivio.
Insomma il Roma Summer Fest, la rassegna che ha ospitato la band per questo anniversario, ci ha regalato una performance storica di una band indie-rock che ha trasudato valori tanto vicini temporalmente – appena 15 anni – ma così lontani artisticamente, stando alle nuove tendenze del rock, con la leggerezza tipica di chi ha esaudito un desiderio e lo vuole ancora portare in giro per l’Europa!
