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Vacanze studio all’estero 2026: Australia, Canada e Irlanda conquistano i giovani italiani, il Regno Unito resta un riferimento

Le vacanze studio all’estero continuano a essere una delle esperienze formative più richieste dai giovani italiani, ma le preferenze sulle destinazioni stanno cambiando. Se il Regno Unito rimane un punto di riferimento per l’apprendimento della lingua inglese, sempre più studenti guardano ad AustraliaCanada e Irlanda, attratti dalle opportunità di studio, dalla qualità della vita e dalle prospettive professionali.

È quanto emerge da una ricerca YouGov realizzata per WEP, che fotografa l’evoluzione delle scelte degli italiani in tema di soggiorni studio internazionali.

Vacanze studio all’estero: quasi un giovane su due ha già vissuto questa esperienza

Secondo i dati dell’indagine, quasi un italiano su tre ha partecipato almeno una volta a un’esperienza di studio all’estero. Tra i più giovani la percentuale cresce fino al 47%, confermando quanto queste esperienze siano considerate sempre più importanti nel percorso di formazione.

Non si tratta più soltanto di migliorare una lingua straniera: le vacanze studio vengono oggi viste come un’opportunità per acquisire autonomia, sviluppare competenze trasversali e prepararsi a un mercato del lavoro sempre più internazionale.

Australia, Canada e Irlanda tra le mete più richieste

Tra le destinazioni che stanno registrando la crescita maggiore figurano Australia e Canada, apprezzate per l’elevata qualità della vita, i sistemi educativi e le opportunità offerte a chi desidera proseguire gli studi o intraprendere un percorso professionale internazionale.

Anche l’Irlanda continua a rafforzare il proprio ruolo come alternativa al Regno Unito per chi vuole perfezionare l’inglese, mentre Malta resta una delle mete preferite per i soggiorni linguistici di breve durata grazie al buon equilibrio tra costi e qualità dell’offerta formativa.

Regno Unito: resta una meta di riferimento nonostante la Brexit

Nonostante le difficoltà introdotte dalla Brexit, il Regno Unito continua a rappresentare una delle destinazioni più prestigiose per l’apprendimento della lingua inglese.

Secondo Stefano Potortì, presidente di UK Confederation e imprenditore italiano residente a Londra da oltre vent’anni, la scelta della destinazione dovrebbe partire dagli obiettivi personali e non dalle tendenze del momento.

“Il consiglio che do è di non identificare la città più di moda, ma di capire prima qual è l’obiettivo dell’esperienza all’estero. Una volta chiarito questo, si può scegliere la destinazione più adatta.”

Potortì ricorda inoltre che oggi chi desidera trasferirsi nel Regno Unito deve considerare le nuove normative post-Brexit.

“Il Regno Unito rimane un’ottima destinazione per imparare la lingua, ma oggi bisogna tenere conto delle nuove regole introdotte dopo la Brexit. Per lavorare servono un visto e la sponsorizzazione di un’azienda, mentre il costo della vita è sensibilmente aumentato.”

L’esperienza all’estero come investimento sul futuro

Per chi cerca un equilibrio tra formazione e possibilità lavorative, Potortì indica l’Irlanda come una delle alternative più interessanti, mentre Malta continua a essere una soluzione competitiva per chi punta soprattutto a migliorare il proprio inglese.

L’esperto sottolinea inoltre il valore educativo dell’esperienza internazionale:

“Viviamo in un’epoca in cui tutto sembra dover arrivare subito, ma le esperienze all’estero insegnano che la crescita personale e professionale richiede tempo, perseveranza e umiltà.”

Perché scegliere una vacanza studio all’estero

Le nuove tendenze confermano che una vacanza studio all’estero rappresenta oggi molto più di un semplice corso di lingua. Sempre più studenti scelgono queste esperienze per sviluppare competenze internazionali, migliorare la capacità di adattamento, acquisire indipendenza e costruire un percorso formativo che possa offrire maggiori opportunità nel mondo del lavoro.

La scelta della destinazione, quindi, non dovrebbe basarsi esclusivamente sulla popolarità del momento, ma sugli obiettivi personali, sul budget disponibile e sulle prospettive che ogni Paese può offrire nel medio e lungo periodo.

Redazione

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