“Sono tornato perché c’eri tu” di Mara Sabia Emilio Fabio Torsello | RECENSIONE
L’assenza diventa essenza. I vuoti vanno colmati con l’amore verso qualcosa. Si tratta di un attaccamento viscerale che parla di passione, di riscatto, di recupero della propria vita. I modi per stare in piedi, issandosi sulle proprie forze, sono diversi. C’è chi usa la letteratura, la poesia, la scrittura. Tre cose messe insieme che sono un’esigenza, una necessità. Il resto può anche venir meno, ma la poesia è l’unico percorso possibile per coloro che vivono e sopravvivono di versi. Non basta amare la poesia, per i poeti. Per loro il canto lirico ha un valore salvifico, si misurano con le rime per affrontare il dolore. Potrei definire la poesia un atto di nascita, di resistenza, di sapienza. Insomma, è vita.
In Sono tornato perché c’eri tu La poesia che salva e come lo fa di Mara Sabia ed Emilio Fabio Torsello, edito da Solferino, entri nella storia di alcuni autori che hanno superato le loro avversità tramite la scrittura, la poesia. Ognuno ha qualcosa da superare, da combattere, da esorcizzare. Non hanno scampo e sono consapevoli che mettere per iscritto i loro tormenti, le loro paure, i mostri che hanno vissuto oscurando l’anima, sia indispensabile. Hanno bisogno della poesia come l’aria che respirano, senza si sentirebbero morire e alcuni di loro si lasciano andare quando non trovano più nulla da scrivere. Semplicemente non ce la fanno più, viene meno l’ispirazione sino ad annullarli del tutto. La poesia è salvezza, ma anche pericolo.
Il libro è molto interessante. Riporta in vita nomi, talenti, personalità poetiche che non si interrompono mai, nemmeno con la morte. In ognuno di essi c’è l’ardore, e molto di più, per ciò che non si può spiegare, ma leggere, scrivere e vivere.

