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“Dieci giorni in manicomio”di Nellie Bly | RECENSIONE

Raccontare i fatti così come sono è una cosa, viverli direttamente per raccontarli, invece, è un’altra. Il giornalismo è una fonte di informazione. Documentare, riportare la realtà delle notizie, è la base su cui si fonda il giornalismo. Illazioni, alterazioni, giudizi personali, commenti inutili e di qualsiasi tipo, non sono né ammessi né concepiti. Il giornalista deve essere al di sopra delle parti. Non riporta solo la notizia, ma è tenuto anche a scavare, a cercare, la verità di una data notizia soprattutto quando essa è insabbiata proprio per evitare di farla conoscere. Ecco allora, l’importanza del giornalismo d’inchiesta. Stanare i fatti per raccontarli nel modo più corretto possibile. E per farlo si entra dentro la notizia, la si vive sotto copertura. E’ rischioso, certo. Ma non si tira indietro, pur nell’evidente pericolo perché ha già messo in conto i possibili rischi della sua professione. Il giornalista sceglie di fare il giornalista e quando è più convinto di altri nell’esercitare questa attività è spinto da una forte passione. Va dritto per la sua strada mettendo in luce problemi che denuncerà con criterio, serietà professionale e onestà intellettuale. Il giornalismo, soprattutto quello d’inchiesta, serve anche come denuncia sociale.   

In Dieci giorni in manicomio E altri inediti articoli d’inchiesta di Nellie Bly entri direttamente nelle storie raccontate dall’ideatrice del giornalismo sotto copertura, Nellie Bly. Fu anche la prima giornalista ad essere corrispondente di guerra, l’unica direttamente dal fronte occidentale. Il suo lavoro più conosciuto, che l’ha portata alla notorietà, è il reportage giornalistico in un manicomio a Blackwell Island. Nellie si finge pazza per documentare tutto e raccontare fedelmente ciò che si viveva nella struttura, riportando sempre la verità. Il manicomio diventa una clausura definitiva per quelle donne considerate “problematiche” per una precisa attitudine caratteriale, per dei disagi e abusi patiti, per la miseria sofferta, per alcune patologie sconosciute. Il manicomio non solo era gestito male, ma le pazienti erano trattate anche peggio come se non fossero esseri umani. Grazie alla sua inchiesta sotto copertura e alle sue denunce come gionalista, Nellie è riuscita a produrre concreti cambiamenti nella società 

Il libro è molto interessante sotto diversi punti di vista. E’ la voce di chi è entrata direttamente nelle notizie e non per sentito dire trattatandole con la giusta misura e parole.  

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.