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“Nostra signora che sei nell’attico” di Federica Bosco | RECENSIONE

La fortuna non tocca tutti. Non sceglie nessuno, capita. Bisogna anche saperla cogliere e accogliere, intuirne i segnali. Addirittura la si può avere a portata di mano, vicina, ma così inafferrabile. Se è legata ai rapporti familiari, spesso si traduce in eredità. E su questo fronte le cose potrebbero complicarsi più del dovuto. Può sembrare facile pensare di ottenere ciò che potrebbe passare come lascito testamentario. Un’eredità, significativa nel suo peso economico e affettivo, può cambiare tante cose, vita compresa. Eppure, può cambiare il vento. Quello che era possibile diventa impossibile. La fortuna gira versoaltri lidi, volta le spalle quando annusa il pericolo che nella manifestazione più grave è rappresentato dall’inganno. Raggirare qualcuno per ottenere qualcosa è un atteggiamento vergognoso per la condotta umana che, a quanto pare, ignora il senso dell’onestà. Nella frode è necessario essere scaltri, brillanti. Gli atteggiamenti prevedibili che puzzano del tanfo della compiacenza per intascare ciò che si anela sono lo specchio di una vita spesa nel lecchinaggio misero e banale. Chi ha il coltello dalla parte del manico, questo lo avverte in modo chiaro mettendosi al sicuro da una possibile messa in scena di predatori di fortune altrui. 

In Nostra signora che sei nell’attico di Federica Bosco entri nella vita di tre fratelli che hanno un talento innato per i fallimenti. Vivono insieme in un piccolo appartamento alla periferia di Milano e in trent’anni hanno già collezionato parecchie porte chiuse in faccia: una mamma fuggitiva, tre padri diversi di cui si sono perse le tracce e una nonna imprenditrice spietata. Franca, la nonna, dietro la sua mise sobria e il crocifisso sempre in vista, in verità è cattiva, avida e perfida. L’avara anzianavessa i propri impiegati, il personale di servizio, ma soprattutto i nipoti che, a turno, ogni settimana, si immolano a trascorrere con lei la domenica, sopportando ogni sorta di angherie, nella speranza di ricevere l’eredità. Poi, un giorno tutto cambia. Un incarico assegnato dalla nonna ad uno dei nipoti apre un improvvisato quadro di tentati raggiri per truffarla.

Il libro, che si presenta come una commedia, è divertente. La narrazione nei punti più significativi si lascia scivolare nella leggerezza perché, quando le cose si complicano, ridere è uno dei modi miglioriper superare certi grossi intoppi che possono falciare le speranze in un attimo.  

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.