“Sabbie mobili” di Veronica Raimo | RECENSIONE
C’è un tempo che va al contrario. Non si porta avanti, torna indietro nella mente di chi si arena alla vita. Ogni cosa sembra inutile, superflua. Perdi la luce negli occhi, ti arrendi. Desideri il buio e il letto in cerca di un sonno lungo che ti allontani dal peso della quotidianità. Non ce la fai a reggere nulla, anche quando non c’è niente da sopportare. Ti abbarbichi nell’assillante ricordo di qualcosa che non esiste più. Vorresti riportarlo a quel tempo che se l’è portato via e vorresti finirci dentro per rivivere ciò che non può tornare. Non puoi, lo sai bene. Le sconfitte, poi, ti ammazzano psicologicamente.Sbarri la via alla consolazione, respingi la vicinanza, scivoli nella pesantezza di piedi strascicati senza alcuna volontà, specie quella di respirare. Sei fragile e tosta nell’intento di non sprecare altre ore che si mangiano l’amore per te stessa, per la vita. Cedi, definitivamente. L’affaccio sulla memoria ti ha distrutta finendo con il morire ogni secondo in più, sino alla fine.
In Sabbie mobili di Veronica Raimo conosci una storia profonda, fatta di depressione e di speranza. “Che cosa vuoi fare da grande?” è la domanda che una madre rivolge al figlio. Lei è una madre diversa dalle altre. E’ una che si trascina per casa con le gambe di piombo, che si veste di tutto punto solo quando piove per inzupparsi in giardino, che si rifugia al letto come fosse l’unico posto sicuro in compagnia degli psicofarmaci. Il figlio, di nove anni, non ha risposte. Come potrebbe, se il mondo che conosce è fatto di attese e silenzi, di regole sconnesse e di ricordi che è meglio non avere? Mentre i suoi coetanei giocano a fare gli adulti, lui spaesato cerca di capire cosa significhi diventare un uomo, in una casa dove gli uomini non ci sono neanche in fotografia e gli oggetti sembrano avere più vita delle persone.
Il romanzo è di una profondità delicata. La narrazione tocca la sofferenza che il lettore sente addosso in ogni sua parola e fibra. La scrittura è importante, acchiappa quei sentimenti che fanno un giro vorticoso nell’animo per poi venir fuori chiari, puliti.

