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“La mia personale idea di inferno” di Giulio Somazzi | RECENSIONE

I rapporti, a volte, sono un ricatto, silente. Si costruiscono con euforia o con studiata cautela per ottenere ciò che si anela, oppure anche solo per il piacere di essere amico della persona che si stima. Le risposte non arrivano subito. Sono una danza di attese, di scuro, di strette di mano che sanciscono o tardano a sancire un patto. I legami che si instaurano cavalcano le alleanze senza farle apparire come qualcosa di tinto. Essi sono il concime per amicizie che spostano l’asse dei valori in benedizione o in pericolo. Non tutto quello che appare idilliaco lo è. Potrebbe scattare una fragilità nei caratteri ancora da formare. E le situazioni potrebbero trasformarsi in una congiura che solo il tempo manifesta, poi, con chiarezza. I rapporti segnano l’esistenza di quello che si afferra e di ciò che resta sospeso come una bolla di sapone che poi scoppia quando diventano il coacervo di segreti, di tenebre, che oscurano gli animi rendendo freddi i legami. 

In La mia personale idea di inferno di Giulio Somazzi conosci una storia fatta di tormenti. Damiano Rodetti, giornalista, ha avuto una mattinata complessa. Avrebbe dovuto intervistare la star del cinema francese, Isabelle Huppert, in un lussuoso albergo nel centro di Roma. L’attrice, però, è in ritardo e lui non riesce a togliersi dalla testa Lidia, la ragazza che da sempre lo ossessiona e che proprio la notte precedente si è rifatta viva dopo anni. Damiano non può ancora saperlo, ma questo giorno segnerà una svolta nella sua vita. La morte improvvisa di un’amica di famiglia lo costringerà a fare i conti con la morbosa rete di rapporti su cui i suoi genitori hanno fondato la loro esistenza, con conseguenze nefaste per la sua infanzia e adolescenza.

Il romanzo è brillante nel suo aspetto sarcastico della vita. La narrazione presenta una forte critica sociale in una storia che si dipana tra adulti immaturi e figli vittime degli scenari messi in piedi da genitori che costruiscono i rapporti e le amicizie come fortezze o terrazze dalle quali osservare tutto con distaccata sicurezza che misura distanze e differenze. 

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.