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“Leggere Dante a Tor Bella Monaca” di Emiliano Sbaraglia | RECENSIONE

Educare alla lettura significa avviare una rivoluzione culturale. Leggere non può essere uno sforzo, sebbene per alcuni lo sia. La Cultura passa anche dalla lettura e la lettura aiuta a capire meglio la Cultura lasciataci dai grandi in eredità. Il messaggio è semplice e farlo passare a scuola è una bella conquista. L’impresa è ardua, ma vale la pena insistere specie se la risposta sarà positiva. Certo, non sarà facile quando contenuti e luoghi sono complicati. È soprattutto lì che bisognerebbe insistere. In quegli istituti in cui tutto è precario, addirittura la frequenza degli studenti. Allora, non è sufficiente solo l’insegnamento. Occorre capire l’ambiente, farsi conoscere per il ruolo che si ricopre, mantenere integro il proprio rispetto agli occhi non solo agli occhi degli alunni, ma anche dei loro genitori e di tutto il corpo docente. Più di qualsiasi altra cosa bisognerebbe intercettare l’interesse dei ragazzi, stuzzicarlo con una coinvolgente lezione sui grandi classici. Essere performanti nella didattica, con idee originali, potrebbe essere una lungimirante via verso un ottimo studio. 

In Leggere Dante a Tor Bella Monaca di Emiliano Sbaraglia entri in una scuola alla periferia di Roma, in una classe di terza media, tormentata da una percentuale alta di abbandono scolastico. In un istituto del genere c’è molto da fare, specie evitare di fare entrare la bruttura del mondo di fuori. Il quartiere è noto per la forte criminalità, è anche una delle piazze più importanti per lo spaccio di droga. Il professore di italiano cerca di insegnare agli studenti, portati dalla vita a diventare grandi, qualcosa che si rifiuta a priori, perché difficile, per aiutarli a screscere meglio. Portare Dante a Tor Bella Monaca potrebbe essere una scelta azzardata, poco funzionale per l’età dei ragazzi, eppure l’idea funziona. Lo studio di Dante Alighieri, “è numero uno. Anzi un numero dieci. Lui è il fuoriclasse della lingua italiana, il campione della letteratura” permette di raccontare la storia della lingua e della letteratura italiana con un approccio moderno.

Il libro è interessante. La narrazione lancia messaggi splendidi che arrivano dritti al lettore che li coglie come insegnamento. La scrittura, farcita con pillole di romanesco, rende bene la portata della storia.   

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.