“Due brave sorelle” di Jean Potts | RECENSIONI
Essere invisibili e sentirsi tali è come essere morti, anche nella memoria. L’autostima si abbassa fino a far tremare il rispetto, se poi la fiducia in sé stessi manca del tutto è pure peggio. Perdi tutto davanti all’indifferenza. Ne resti ferito, umiliato. Ti senti a pezzi, distrutto, un sacco vuoto che non conterrà nulla. Ti convinci, con il tempo, di essere così. Allora, cerchi una certezza. È sufficiente una sola per avvertire la protezione che riconosci nella casa. Ma nemmeno questa è per sempre, almeno a volte è così. L’idea di perderla, ti fa impazzire. Smonta il mondo vissuto tra quelle mura dove girano tante cose, belle e brutte. Quando stai per perdere l’unica cosa che hai, nella mente fanno irruzione pensieri strani e pericolosi. Pensi. Poi, è la vita stessa che confeziona opportunità che rivestono le storie incerte. Eppure rimani incastrato in quel piano interrotto dal destino che sceglie diversamente. Il solo fatto di essere stato risucchiato da idee scomode e gravi ti perseguita, anche se poi, nella sostanza, non hai fatto proprio nulla. Gli incastri si alcune complicate situazioni favoriscono sensi di colpa, paure e ossessioni.
In Due brave sorelle di Jean Potts conosci una storia pazzesca. Marcia e Lucy sono sorelle. Vivono a New York con il padre, medico, egoista e dispotico. Le due hanno una tranquillità economica data dalla casa di famiglia, dove hanno sempre vissuto. La loro esistenza però non può definirsi felice. Un giorno scoprono che il padre sta per sposare la sua infermiera, Pam. Le sorelle si sentono messe da parte e stanno per perdere l’unica sicurezza che possiedono: la loro casa. In Marcia e Lucy nasce subito l’idea di uccidere Pam, ma poi si rendono conto che la soluzione più efficace è quella di assassinare il padre. Dopo una serie di goffi progetti, quando alla fine sono pronte per farlo, il piano va a monte perché il destino interviene a loro favore. Ma le cose si complicano. In un crescendo di stupidi errori, paure ingiustificate, le sorelle finiscono vittime di un ricatto. Eppure non hanno ucciso nessuno.
Il romanzo giallo affonda la storia nella psicologia dei protagonisti. La narrazione ha una linearità che il lettore è sbilanciato nell’effetto suspense. La scrittura è misurata.

