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“Il fango e la neve” di Paolo Rumiz | RECENSIONE

Non sono gli anni a rendere adulti. Si cresce ogni giorno, un poco o tanto per volta. È ciò che si vive e come lo si assorbe a dare la misura della maturità acquisita. L’assennatezza arriva senza bussare alla porta. Non chiede né permesso né tempo. Si prende tutto quello che c’era prima, in certi casi addirittura cancellandolo. La maturità apre la strada alla vita, a quella che non fa sconti a nessuno, che ti impone di essere grande pure quando non lo sei ancora. La violenza, dettata dal singolo o dalla massa, schiaccia il bambino ma anche l’uomo. Si diventa uomini perfino da adulti. Non c’è scelta. Puoi arrancare, rifiutarti di accettare la realtà. Poi, sai bene che devi fare la tua parte. La narrazione dell’esistenza va scritta passo passo per lasciare qualcosa come testimonianza per chi verrà dopo. Resistere alla guerra, alla violenza brutale generata dalla guerra, è un imperativo di sopravvivenza che porta ad una maturità viscerale. Diventi adulto nell’immediato, nell’istante in cui vedi ciò che nessuno dovrebbe mai vedere. Allora, comprendi che tutto è cambiato, che il prima non esiste più. Il dopo ha una trama da scoperchiare che proviene da un ieri distrutto.

In Il fango e la neve di Paolo Rumiz vivi le tappe di un viaggio voluto dalla guerra. Dal Monte Grappa all’Altopiano di Asiago, dall’Isonzo a Redipuglia, da Trieste al Passo del Tonale, si toccano le terre di fuoco della Prima Guerra mondiale. Luoghi e sentimenti, mischiati tra rabbia e speranza, meraviglia e sconforto. I posti diventano mattatoi, la fiducia trema ma resiste. Deve per non lasciarsi cadere da soli. 

Il libro, crudo nelle sue parti più forti, è poetico. La narrazione ha qualcosa di sentimentale. Non sfugge al lettore l’intensità della prosa che racconta di vento gelido, di neve, di fango, di ossari, di reticolati, di bombe e anche di meraviglia. Un libro, profondamente attuale, da non perdere.  

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.