Federica Abbate smaschera l’agognato “Superman” in una frizzante hit estiva
Un volto che diventa icona delle proprie incertezze. Superman è il volto iconico che dà voce all’omonimo brano di Federica Abbate, uscito lo scorso venerdì 29 Maggio. E’ un supereroi che incarna dubbi e perplessità di una generazione in cerca di stabilità emotiva di fronte al dilemma: cosa succede quando smettiamo di credere che qualcuno possa salvarci?
Federica Abbate prova a rispondere con questo nuovo singolo (https://ada.lnk.to/abbate_superman; Distribuzione Atlantic Records / Warner Music Italy), raccontando una fase di profonda incertezza personale. Momento in cui si cercano conferme all’esterno, nelle persone e nelle relazioni, finendo però per imbattersi in dinamiche emotive irrisolte e disequilibrate.
«“Superman” è la cronaca, il diario della fase di insicurezza nella vita di una ragazza che ripone (sbagliando) le conferme di quella che è e del suo valore all’esterno, per accorgersi alla fine che non esiste nessuno che possa “salvarla” o “validarla” se non se stessa. E, sdrammatizzando la situazione, si accorge che non esiste proprio nessun “Superman”, è solo un personaggio frutto della sua fantasia. E ci ride su», racconta l’artista.
Una sorta di psicanalisi autobiografica per un’artista che, slacciandosi dai panni di autrice di sucesso, prende di nuovo il microfono in mano e ci dimostra il suo valore a 360 gradi.
La costruzione del brano pure è fuoriuscita di talento, grazie a un gioco social che ha creato hype e curiosità. Nelle scorse settimane, Federica aveva infatti pubblicato alcuni indizi sui social facendo pensare a un matrimonio imminente: l’anello, il vestito da sposa, gli inviti rivolti agli amici artisti, e addirittura Clara e Sarah Toscano nel ruolo di damigelle. Poi la rivelazione: con un trailer pubblicato sul suo profilo Instagram (https://www.instagram.com/p/DYhB73JMdJA/), in cui compare Sal da Vinci a celebrare il matrimonio, Federica confessa di aver fatto un casino, anticipando così l’arrivo di “Superman”.

Una tecnica originale, che testimonia la capacità dell’artista milanese di saper fotografare le relazioni contemporanee con uno sguardo diretto, autoironico e generazionale, dando voce a una nuova idea di indipendenza emotiva e femminile.
