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Bobby Solo e il concerto dei moscerini: la verità dietro la polemica

Bobby Solo rompe il silenzio sul concerto annullato al Trasimeno

Quella che rischia di rimanere come una delle immagini simbolo dell’estate italiana è quella di Bobby Solo costretto a rinunciare a un concerto sulle rive del Lago Trasimeno a causa di un’invasione di moscerini.

La notizia ha rapidamente fatto il giro del web, trasformandosi in un titolo perfetto per i social: “Bobby Solo annulla il concerto per i moscerini”. Una sintesi efficace, ma che secondo il cantante racconta soltanto una parte della vicenda.

Nei giorni successivi alle polemiche, l’artista ha voluto spiegare la propria versione dei fatti, chiarendo perché ritiene che in quelle condizioni fosse semplicemente impossibile esibirsi.

«Così non potevo cantare»: il racconto dell’artista

Secondo quanto riferito da Bobby Solo, nel pomeriggio del 4 luglio, lui e la sua band sono arrivati regolarmente alla Rocca del Leone di Castiglione del Lago per preparare lo spettacolo.

Durante il montaggio della strumentazione e le prove, però, sarebbe iniziata una massiccia invasione di chironomidi, i caratteristici moscerini che ogni estate interessano le zone del Lago Trasimeno.

L’artista racconta che gli insetti erano presenti in quantità tale da entrare negli occhi, nelle orecchie e soprattutto nella bocca, posandosi sugli strumenti musicali e sui microfoni fino a rendere impossibile perfino completare le prove.

«Come si può cantare in queste condizioni?» avrebbe ripetuto più volte durante la conversazione.

Perché un cantante può avere maggiori difficoltà

Il punto centrale della difesa di Bobby Solo riguarda proprio la natura della sua attività.

Cantare significa mantenere una respirazione continua e profonda, aprire costantemente la bocca, sostenere il fiato e controllare la voce per tutta la durata dello spettacolo.

In presenza di uno sciame particolarmente fitto di insetti, sostiene il cantante, il problema non sarebbe stato soltanto il fastidio, ma l’impossibilità concreta di respirare e di esibirsi in sicurezza.

Una situazione ancora più delicata considerando che l’artista ha 81 anni e che la voce rappresenta il principale strumento della sua carriera.

I chironomidi del Trasimeno: un fenomeno noto

La spiegazione fornita da Bobby Solo si inserisce in un fenomeno ben conosciuto dagli abitanti della zona.

I chironomidi sono insetti acquatici presenti da decenni nell’area del Lago Trasimeno. Durante il periodo estivo possono formare sciami molto numerosi, soprattutto nelle ore serali, quando vengono attratti dalle luci artificiali.

Negli anni il fenomeno è stato oggetto di studi, interventi di contenimento e segnalazioni da parte di residenti e operatori turistici, proprio per i disagi che può provocare durante eventi all’aperto.

La posizione degli organizzatori

Accanto alla versione del cantante resta quella degli organizzatori dell’evento.

Secondo quanto reso noto, la decisione di annullare il concerto sarebbe stata assunta unilateralmente dall’artista. Gli organizzatori hanno inoltre annunciato la possibilità di intraprendere azioni legali, ricordando che il cachet era già stato corrisposto e che altri spettacoli nella stessa location si sarebbero svolti regolarmente.

Sarà l’eventuale documentazione disponibile a chiarire responsabilità, accordi e dinamica dei fatti.

Bobby Solo: «Non sono scappato»

Il cantante respinge però l’idea di aver semplicemente abbandonato il palco.

Riferisce infatti di essere in possesso di fotografie, messaggi e registrazioni vocali che documenterebbero sia la presenza degli insetti sia la volontà condivisa di recuperare il concerto in una data successiva.

Secondo il suo racconto, avrebbe persino manifestato la disponibilità a tornare a esibirsi gratuitamente, proprio per rispetto del pubblico rimasto senza spettacolo.

La polemica divide il pubblico

Il caso continua a far discutere.

Da una parte c’è chi ritiene che un artista avrebbe dovuto esibirsi comunque; dall’altra c’è chi considera comprensibile la decisione di interrompere uno spettacolo qualora le condizioni ambientali rendano impossibile svolgere il proprio lavoro.

Al di là delle polemiche, resta una domanda destinata ad accompagnare questa vicenda: sarebbe davvero possibile sostenere oltre novanta minuti di concerto respirando continuamente attraverso una nube di chironomidi?

È proprio su questo interrogativo che Bobby Solo invita a riflettere, sostenendo che la sua scelta non sia stata dettata da un capriccio, ma da una valutazione di buon senso nell’interesse della propria salute e della qualità dello spettacolo.

Redazione

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