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“L’uomo dagli occhi tristi” di Piergiorgio Pulixi | RECENSIONE

Il ricatto è una gola profonda di ordini imprescindibili da eseguire come arma di controllo. Finirci dentro significa tante cose e tutte brutte. È una trappola pericolosa. Quando cadi nella ragnatela di intimidazioni, di minacce, che il ricatto mette in campo per far quadrare i conti di chi lo esercita, sei in un grosso guaio. Se ti sei affidato a gente sbagliata e senza scrupoli, per ottenere un tornaconto, professionale o economico, paghi caro le decisioni prese. E il prezzo del successo, a volte, si riscuote con il ricatto. Non sei più padrone di te stesso inchiodato alla volontà di chi ti manovra come un burattino. Diventi pinocchio per le molteplici bugie dette che sono il promemoria di una doppia vita, quella apparentemente pulita, in superficie, e quella sporca, sottotraccia, di un’esistenza in bilico tra il lecito e l’illecito. Ti premuri sempre di raccontare giustificazioni. Perdi ogni difesa morale. Diventi, prova e possesso. Quando hai qualcosa di compromettente da nascondere perdi errori importanti per strada. Gli scandali, piccoli o colossali che siano, partono dai dettagli per poi gonfiarsi. Finisci così nel tritacarne, anche mediatico, della vergogna che colpisce forte il profilo impeccabile, pulito, di quanti si presentano in un modo ma sotto sotto sono in un altro, monnezza. E il ricatto è lì a ricordare che se prendi certe strade, facili, per riuscire nella vita poi ti aspetta l’obolo devozionale nei riguardi di chi ti ha aiutato, e molto anche.

In L’uomo dagli occhi tristi di Piergiorgio Pulixi, edito da Rizzoli, finisci in una squallida storia di segreti e potere. Sardegna, Ogliastra. A bordo di un motoscafo, sul lago, viene rinvenuto il corpo senza vita di un ragazzo travestito da donna. Sul posto giungono le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce, con un ordine preciso del procuratore generale: chiudere il caso senza clamore, prima che lo scandalo travolga il fragile equilibrio politico dell’isola. Al centro dell’inchiesta c’è infatti Daniele Enna, consigliere regionale e volto emergente della transizione ecologica sarda. Dietro alla sua immagine pubblica, però, si nasconde una fitta rete di interessi e ricatti. Mentre indagano tra menzogne e misteri, Mara ed Eva si accorgono che qualcuno sta facendo di tutto per ostacolare e proteggere i segreti sepolti nelle acque del lago. E la verità è scabrosa.

Il romanzo è brillante. La storia sferza la caparbia capacità di riuscire a scovare la verità negli intrecci più oscuri. La scrittura è coinvolgente, segnata dalla maturità espressiva e stilistica in una struttura narrativa in cui tutto torna nel resoconto dei segreti e ogni cosa lascia una traccia nell’emotività del lettore.  

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario per Mille e un libro Scrittori in Tv di e con Gigi Marzullo Rai Cultura. Recensore professionista.