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L’Ultimo record: Niccolò si prende la rivincita davanti al mondo con una “favola per sempre” | REPORTAGE

E’ difficile concentrare in un articolo ciò che ha vissuto Roma lo scorso 4 Luglio. Sabato infatti la città capitolina ha vissuto un viaggio totalizzante, voluto a tutti i costi da chi ha visto il mondo sempre dagli ultimi banchi della “scuola della vita”. Da chi, schiaffeggiato dal tetto di cristallo che esiste nel mondo musicale, si è preso la “meglio gioventù” e ci ha scritto una favola che difficilmente rimarrà solo nei dispositivi digitali.

La favola dall’alto di Ultimo che ha espanso il concetto di live

D’accordo gli accampamenti nelle settimane precedenti, vada pure per le ore di attese degli altrettanti fan accorsi il giorno stesso, ma con “La favola per sempre” di Ultimo, prodotto da Vivo Concerti, abbiamo assistito a un live ancor più ampio, che parla di attesa, sacrificio e solidarietà. Nel luogo iconico del Giubileo dello scorso anno, l’artista romano ne ha incarnato gli insegnamenti più puri, a suon di gesti cristiani che non sono passati inosservati e di cui egli stesso ne ha visto i frutti dall’alto del suo elicottero con cui è arrivato poco prima del live.

Un abbraccio sconfinato da parte di un popolo in lista di attesa da un anno che ha vissuto l’unico limite che nessuna organizzazione potesse migliorare: quello fisico. La marea dei 250.000 cuori che hanno ballato, urlato a squarciagola, alzato le torce e infine abbandonato gradualmente e in maniera civile quella zona di terra che resterà presumibilmente unica nella storia della musica locale. Sono stati loro i co-protagonisti della favola, che si son trovati di fronte a rallentamenti prevedibili, visibilità via via sempre più ridotta in base ai posti acquistati, ma all’unisono felici di aver preso parte nel grande libro scritto da Niccolò.

E lui stesso ha condiviso con loro la sua intimità, con una performance fiume di più di 3 ore con 40 canzoni, scandita da pochi interventi – tra cui il sodalizio commuovente con Fabrizio Moro – e da tantissime strofe provenienti da un repertorio invidiabile. Un’altalena di emozioni per Nic e gli ultimi che ha trasformato la serata in una storia da raccontare ai posteri.

Cosa ha smosso 250.000 persone verso la sfida di Tor Vergata

E allora dalle nostre tribune, di fronte a questa città temporanea avuta davanti ai nostri occhi, ci siamo fermati a ragionare un attimo su una domanda: cos’è che ha smosso una popolazione per sentire un cantante?

La risposta l’abbiamo ricevuta idealmente con una clip mandata nel corso della serata datata 2017, quando Ultimo parlava ai suoi 700 fan in una video-chiamata su Instagram per organizzare una serata dai possibili confini “domestici” – nella cosiddetta cantina. Una call-for-action così genuina e senza filtri, in grado di ribaltare il concetto di spettacolarizzazione che tanto vien ricercata nel mondo dello spettacolo e che dimostra, attraverso la sua riproduzione nella serata, l’orgoglio di un’artista provenuto dai vicoli della periferia.

Oltre a quel momento, c’è stato quel richiamo simbolico al 4 Luglio 2019 quando avvenne il suo primo Stadio Olimpico. Una tappa cruciale, raggiunta controcorrente in maniera spontanea, nonostante la beffa di Sanremo. Insomma un altro momento che racchiuderemmo, vedendo il traguardo di sabato, in una parola: rivincita. Quel senso che convive nelle storie di ognuno di noi, ma che per una volta abbiamo voluto far brillare addosso a un altro. Proprio a colui che ci ha ricordato, dai toni paternalistici, che “non bisogna mai smettere di credere alle favole” , essendo lui stesso, a qualche metro di distanza, l’esempio fisico di chi non l’ha fatto.

Non solo rinvincita, ma anche gratitudine incondizionata. Sotto i fuochi d’artificio finale, Ultimo ha voluto infatti dare la grazia a tutti, dando una lezione di pace universale e uno schiaffo ai detrattori. “Ho fatto pace con tutti stasera”, ha gridato in un volto carico di gratitudine e commozione, riuscendo così a zittire un brusio che ne vede ancora in lui la pecora nera della musica italiana.

Il finale de “La Favola per sempre” di Ultimo

Luca Fortunato

Nato con la 'penna' all'ombra del Colosseo, sono giornalista pubblicista nell'OdG del Lazio. Accanto alle cronache del mio Municipio con il magazine La Quarta, alterno le mie passioni per la musica e lo spettacolo scrivendo per alcune testate online (Indielife e M Social), senza dimenticare il mio precedente habitat universitario. Lì ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione a La Sapienza e ho scritto per il mensile Universitario Roma. Frase preferita? "Scrivere è un ozio affaccendato" (Goethe).

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